Tartufo e olivi per rilanciare l’agricoltura di montagna dell’Oltrepò pavese

VARZI – Tartufo e olivi per rilanciare l’agricoltura della montagna pavese. Una nuova strategia di sviluppo locale 2023-2027 del Gal Oltrepo Pavese, intitolata “Un territorio connesso ed inclusivo”, ha, infatti, l’obiettivo di aiutare e sostenere l’agricoltura di montagna e delle aree marginali, considerandola non solo come attività economica, ma come baluardo contro lo spopolamento e strumento di tutela ambientale. Il territorio montano e di alta collina comprende 8 comuni della Comunità montana (Varzi, Bagnaria, Val di Nizza, Zavattarello, Menconico, Brallo di Pregola, Santa Margherita di Staffora e Romagnese) dove la marginalità geografica e il disagio socio-economico sono più marcati. La strategia identifica come minacce principali la proliferazione della fauna selvatica che causa ingenti danni alle colture e le difficoltà nel ricambio generazionale, dovute alla bassa redditività agricola in queste zone.

Di qui l’obiettivo di contrastare lo spopolamento attraverso la multifunzionalità, trasformando l’azienda agricola in un fornitore di servizi (didattici, turistici e sociali). E si punta su due prodotti in particolare: il tartufo e l’olivo. Da sempre il tartufo rappresenta una risorsa d’eccellenza per l’alto Oltrepo, ed è centrale nella visione del Gal in cui non è visto solo come prodotto, ma come elemento di valore esperienziale. L’olivicoltura invece sta vivendo una fase di espansione in Alto Oltrepo Pavese, spinta dai cambiamenti climatici che rendono i versanti collinari e montani (esposti a sud) sempre più idonei. L’introduzione o il potenziamento dell’olivo nelle aziende agricole di montagna è vista come una strategia di diversificazione per aumentare la resilienza economica rispetto alla viticoltura tradizionale, colpita da patologie come la flavescenza dorata. Tartufo e olivo si vanno ad affiancare alle principali peculiarità agricole di questa fascia montana.

In primis la patata di montagna (Brallo di Pregola). Il comune del Brallo è il cuore pulsante della produzione di patate di alta quota. Coltivata sopra i 900 metri, la patata del Brallo beneficia di terreni sciolti, silicei e di un clima fresco che limita la proliferazione di parassiti. C’è poi il Tartufo nero e bianco dell’alta valle Staffora. Non a caso Menconico si distingue per i suoi boschi generosi. Qui l’agricoltura “estrattiva” del tartufo è una risorsa economica fondamentale. La salute dei boschi di roverella e faggio è strettamente legata alla cura del territorio da parte dei tartufai, che operano come veri guardiani dell’equilibrio idrogeologico. Senza dimenticare l’apicoltura e il miele. Zavattarello, uno dei borghi più belli d’Italia, è il simbolo di un’apicoltura montana pura. La lontananza da centri industriali e l’assenza di agricoltura intensiva garantiscono mieli privi di residui chimici.

E infine ecco l’esperimento dell’olivo coltivato ora nella zona di Livelli di Bagnaria. Una delle peculiarità più affascinanti degli ultimi anni è, infatti, la ricomparsa dell’olivo in frazione Livelli. Nonostante la latitudine, l’esposizione al sole e la protezione dai venti freddi creano un microclima favorevole Di qui l’idea di produrre l’olio di montagna. Si produce un olio extravergine con acidità bassissima e un profilo aromatico unico, influenzato dalle escursioni termiche montane. Questo è il simbolo del cambiamento climatico e della capacità degli agricoltori locali di sperimentare nuove frontiere produttive. Ma la fascia montana dell’Oltrepo vanta altre eccellenze come lo zafferano, i grani antichi, formaggi e salumi.

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