VOGHERA – Due importanti testimonianze dell’arte del Novecento entrano a far parte del patrimonio pubblico cittadino. La città di Voghera ha ricevuto in dono due grandi “spolveri” realizzati da Mario Maserati, firmati e databili tra gli anni Trenta e Quaranta, grazie alla generosità di Maurizio Badiani, già pubblicitario e oggi collezionista e artista milanese.
La cerimonia ufficiale di consegna si è svolta nella Sala della Battaglia di Palazzo Gounela alla presenza del sindaco Paola Garlaschelli, del vicesindaco Simona Virgilio, degli assessori Giuseppe Giovanetti, Maria Cristina Malvicini, William Tura e Alessandro Menini e di Paolo Eligio Meda, dirigente del Settore Servizi Generali e Culturali del Comune. Un momento istituzionale sobrio ma denso di significato, che sancisce l’ingresso delle opere nella disponibilità della collettività.

“Oggi la Città di Voghera ha ricevuto un dono prezioso, che arricchisce il nostro patrimonio artistico e rafforza il legame tra memoria e identità. – afferma il sindaco di Voghera Paola Garlaschelli – Maurizio Badiani, già pubblicitario e oggi collezionista e artista milanese, ha scelto di donare alla nostra comunità due splendide opere realizzate da Mario Maserati. Si tratta di due grandi “spolveri”, entrambi firmati e databili agli anni Trenta e Quaranta del Novecento, utilizzati per la realizzazione di affreschi che, con ogni probabilità, adornano ancora oggi una chiesa o un edificio della nostra città”.
“Opere che non sono soltanto testimonianza artistica, ma tracce vive del processo creativo, strumenti di lavoro che raccontano la nascita di decorazioni murali che hanno contribuito a definire l’estetica di un’epoca. – Continua il sindaco – La cerimonia ufficiale del passaggio dei beni si è svolta nella Sala della Battaglia, alla presenza mia, del Vicesindaco, Simona Virgilio, degli Assessori Giuseppe Giovanetti, Maria Cristina Malvicini, William Tura e Alessandro Menini insieme a Paolo Eligio Meda, Dirigente del Settore Servizi Generali e Culturali del Comune. Un momento semplice ma significativo, nel segno della condivisione e della gratitudine. Ringrazio sentitamente il signor Badiani per questo gesto di grande generosità e sensibilità culturale. Donare un’opera significa affidarla alla comunità, consegnarla alla cura pubblica e renderla patrimonio di tutti”.

Al termine dell’incontro, Maurizio Badiani ha visitato la Sala Consiliare e i corridoi di Palazzo Gounela, soffermandosi ad osservare e apprezzare i quadri esposti, a testimonianza di un interesse autentico verso la storia artistica della città”.
Le due opere rappresentano non solo un valore artistico ma anche documentario. Lo “spolvero” è infatti uno strumento utilizzato per trasferire il disegno preparatorio sull’intonaco destinato ad accogliere l’affresco: una traccia concreta del processo creativo, che consente di leggere il lavoro dell’artista prima della sua traduzione definitiva sulle pareti.

Mario Maserati, nato a Voghera nel 1890 e scomparso a Novi Ligure nel 1981, è una figura singolare nella storia culturale italiana del Novecento. Unico tra i sei fratelli a non occuparsi di meccanica, scelse la strada dell’arte, pur lasciando un segno anche nell’epopea automobilistica familiare: fu lui a disegnare il celebre logo del Tridente, ispirato alla statua del Nettuno del Giambologna in Piazza Maggiore a Bologna.
Formatosi all’Accademia di Brera, guardò con interesse a Pellizza da Volpedo, Segantini e Cézanne, oltre che ai pittori francesi. Dopo la Prima guerra mondiale completò gli studi e si trasferì a Bologna, per poi tornare negli anni Venti a Voghera, dove aprì uno studio e insegnò Arte applicata. Lavorò anche a Milano, sviluppando un linguaggio che unisce rigore accademico e suggestioni moderne, con influenze di Sironi, De Chirico e Carrà. Con questa donazione, Voghera arricchisce il proprio patrimonio culturale e rafforza il legame con uno dei suoi figli più illustri, in un percorso che intreccia memoria, identità e valorizzazione dell’arte come bene condiviso.