Voghera, via libera alla riqualificazione dell’ex monastero di Sant’Agata in via Cavallotti

VOGHERA – Via libera alla riqualificazione del palazzo comunale di via Cavallotti, ex monastero del XIV secolo, oggi adibito a case popolari. L’amministrazione, con deliberazione di Giunta, ha approvato il progetto esecutivo relativo all’intervento di manutenzione straordinaria delle facciate e delle parti comuni dell’immobile per un importo complessivo di 454 mila euro.
L’edificio, oggi abitato, ha un’evoluzione storica di particolare pregio, essendo parte del Monastero di Sant’Agata, già esistente nel XIV secolo e ricostruito nel 1625. Nel 1801 il Governo della Repubblica Francese dichiarò la soppressione dei quattro monasteri esistenti a Voghera, liberando i locali del Monastero di Sant’Agata, che passarono al Comune di Voghera.

Da qui in poi si susseguirono differenti ed eterogenee destinazioni d’uso, tra cui l’utilizzo come teatro, fino al 1845 quando fu inaugurato il Teatro Sociale. Nel secolo seguente l’area ospitò la caserma dei vigili del fuoco, il macello, il magazzino comunale e infine il distretto militare.
All’inizio del Novecento fu costruito il Palazzo delle Poste in stile Liberty su gran parte dell’area del monastero e, con esso, venne cambiato il volto dell’attuale piazza Battisti. Nel 1944 l’area di via Cavallotti fu oggetto di diversi bombardamenti. Nell’immediato dopoguerra l’edificio fu definitivamente destinato a edilizia residenziale pubblica, utilizzo che è ancora quello attuale.

«L’edificio, collocato in un contesto di particolare pregio architettonico e storico di una zona centrale della città – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Giancarlo Gabba – pur non evidenziando situazioni estreme, riscontra un certo degrado edilizio e sociale, in parte legato all’incuria da parte dei residenti e in parte alla difficoltà di reperire fondi per le manutenzioni, che sono costantemente crescenti data la vetustà dell’edificio. Nel centro storico, un edificio pubblico non è solo un immobile, ma è un pezzo di città: un riferimento visivo, culturale e sociale e, se viene trascurato, indebolisce l’immagine complessiva del centro, arrivando a contribuire a un lento ma progressivo svuotamento urbano».

Oggi le facciate dell’immobile, sia verso la corte interna sia verso la strada di accesso, via Cavallotti, presentano un degrado piuttosto avanzato. «L’obiettivo è stato quello di elaborare soluzioni tecniche che consentano non solo un recupero architettonico dell’edificio – aggiunge l’assessore – ma che contribuiscano alla rigenerazione urbana, recuperando una “sacca” che risulta ormai isolata nell’ambito di una zona della città oggetto di recente riqualificazione».

L’intervento è finanziato in gran parte da Regione Lombardia, con un contributo di 424 mila euro. L’amministrazione ha cofinanziato la realizzazione dell’opera con 30 mila euro. Il progetto è stato realizzato dai tecnici del Settore Lavori pubblici ed entro fine anno sarà pubblicato il bando per l’assegnazione dei lavori, che partiranno entro il mese di giugno 2026 e si concluderanno entro un anno.

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