PAVIA Un primo, cauto spiraglio si apre per gli allevatori della provincia di Pavia colpiti dalle restrizioni imposte a causa della Peste Suina Africana. Coldiretti Pavia ha accolto con favore le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, che ha annunciato un imminente passo avanti nella gestione dell’emergenza: il prossimo 17 settembre, infatti, il Commissario straordinario per la PSA, Giovanni Filippini, presenterà alla Commissione europea la richiesta formale di riduzione delle Zone di Restrizione in Lombardia.
Un provvedimento atteso da mesi che, se approvato, potrebbe rappresentare una svolta decisiva per 55 allevamenti suinicoli pavesi attualmente bloccati nelle aree soggette a limitazioni. Si tratta di aziende che, da tempo, convivono con le conseguenze economiche e produttive della diffusione del virus e che, nonostante abbiano alzato al massimo i livelli di biosicurezza, continuano a pagare un prezzo altissimo in termini di mancati guadagni e blocco delle attività.
Secondo Coldiretti Pavia, l’allentamento delle restrizioni rappresenta una misura chiave per ridare prospettiva a un comparto messo in ginocchio da una crisi scatenata non solo dal virus, ma anche dalla presenza incontrollata della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, riconosciuti come principale vettore della PSA. Una problematica strutturale che, in assenza di interventi efficaci sul contenimento degli animali selvatici, rischia di vanificare gli sforzi messi in campo dagli allevatori.
Per riportare il settore a una graduale normalità, Coldiretti insiste sull’urgenza di garantire indennizzi certi e completi per i danni subiti. Non solo risarcimenti per gli abbattimenti obbligatori, ma anche rimborsi per le perdite indirette, come i mancati ricavi legati al fermo aziendale forzato. Solo così, secondo l’associazione, sarà possibile costruire un futuro per la suinicoltura lombarda e pavese, duramente provata ma ancora pronta a ripartire.