Da Broni la proposta di un tavolo di confronto tra sindaci per affrontare la microcriminalità

BRONI A Broni cresce la preoccupazione per l’aumento dei fenomeni di microcriminalità, in particolare legati alla presenza di bande giovanili. A lanciare l’allarme è il sindaco Antonio Riviezzi, che propone l’istituzione di un tavolo di confronto tra i sindaci dell’Oltrepò orientale per affrontare in maniera coordinata e concreta il problema della sicurezza. L’idea nasce dalla constatazione che anche i piccoli centri, fino a pochi anni fa considerati tranquilli, stanno sperimentando un progressivo deterioramento della percezione di sicurezza.

“Con amarezza – afferma Riviezzi – dobbiamo riconoscere che la microcriminalità non è più una prerogativa delle grandi città. Sta dilagando anche nei nostri paesi, con episodi che riguardano sia giovani che adulti, e che minano la qualità della vita”. Il primo cittadino ha portato il tema anche all’attenzione dell’Anci durante la riunione del Comitato direttivo e del Consiglio nazionale tenutasi il 7 luglio scorso a Napoli, sottolineando l’urgenza di una risposta istituzionale condivisa.

L’obiettivo del tavolo proposto da Broni è coinvolgere non solo i sindaci, ma anche le forze dell’ordine, psicologi, educatori, operatori sociali e sanitari. La proposta si basa sull’esperienza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che già ad aprile dello scorso anno aveva trattato a Broni temi simili. “Di fronte a fenomeni complessi – spiega Riviezzi – servono risposte corali. Dobbiamo lavorare sul doppio binario: da una parte la fermezza nel punire chi delinque, dall’altra la capacità di intercettare e affrontare il disagio sociale, soprattutto quello giovanile”.

Secondo il sindaco, è necessario che gli amministratori locali si interroghino su come poter supportare le forze dell’ordine e su quali azioni condivise possano essere messe in campo per rafforzare il controllo del territorio. Non si tratta solo di reprimere, ma anche di prevenire, attraverso strumenti educativi e sociali.

Riviezzi si dice pronto a convocare una riunione operativa con gli altri primi cittadini dell’Oltrepò, per dare vita a un percorso comune che metta al centro il tema della sicurezza in modo ampio e non emergenziale. “Non possiamo lasciare che questi episodi finiscano solo nella cronaca nera – conclude –. Dobbiamo aprire un confronto serio e responsabile, che coinvolga tutte le componenti del tessuto sociale: istituzioni, scuole, famiglie, educatori. È una sfida che riguarda tutti, e che possiamo affrontare solo insieme”.

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