“Non ci siamo aumentati lo stipendio bensì è stata recepita una normativa che riguarda tutti i comuni italiani”. Queste le precisazioni del sindaco Paola Garlaschelli sull’indennità amministrativa

VOGHERA – Dopo la polemica innescata dalla minoranza consigliare sull’aumento dello stipendio del primo cittadino (da 3176 a 3886 euro) interviene la stessa sindaca di Voghera Paola Garlaschelli che precisa: “non si tratta, come qualcuno strumentalmente afferma, degli Amministratori di Voghera che ‘si sono aumentati lo stipendio’, bensì del recepimento di una revisione normativa che riguarda tutti i Comuni italiani”.

“E’ un percorso avviato da Anci e promosso da tutte le forze politiche, da sinistra a destra, così come il provvedimento del Governo porta la firma anche delle forze politiche i cui rappresentanti a livello locale provano a gettare benzina sul fuoco delle polemiche. – afferma Paola Garlaschelli – Il presidente Anci Antonio Decaro ha rilevato che c’erano sindaci la cui indennità era inferiore al reddito di cittadinanza: c’è da tempo uno sbilanciamento tra responsabilità, rischio e trattamento economico degli Amministratori, tanto che ultimamente alle amministrative si fatica a trovare candidati”.

“Rispetto a una legge del 2000, era stato previsto un taglio del 10% con la Finanziaria del 2006. Nel frattempo, in vent’anni l’inflazione si è mangiata quasi il 35% di quella indennità stabilita nel 2000 e tuttora valida. – continua il sindaco – Ora è arrivato l’aggiornamento che, ripeto, a livello locale viene unicamente recepito”.

“Posso dire che, personalmente, più che una revisione delle indennità avrei preferito una revisione delle responsabilità di Sindaci e Amministratori, per evitare situazioni paradossali come quelle di Torino, dove la sindaca Appendino è stata condannata per gli episodi in piazza San Carlo durante la visione di una partita su maxi schermo a o Crema, dove per esempio la sindaca è stata indagata perché un bambino si era fatto male all’asilo. – conclude il sindaco – Detto ciò, ritengo che chi si propone per amministrare debba legittimamente poter contare su garanzie anche economiche che, ribadisco, sono invocate da anni e sono state stimolate con l’attuale revisione da un ampio fronte politico a livello nazionale”.

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