Al Rifugio Laguione volontari al lavoro per accogliere a Ferragosto escursionisti e amanti della natura

SANTA MARGHERITA DI STAFFORA Un importante lavoro di cura e manutenzione è stato realizzato al Rifugio Laguione, nel territorio del comune di Santa Margherita di Staffora, lungo la storica Via del Sale. A rimboccarsi le maniche sono stati i volontari Luigino Masanta e Marcello Deglialberti, che hanno provveduto alla pulizia dell’area e al taglio dell’erba nell’area picnic, rendendo gli spazi più ordinati e accoglienti per i tanti escursionisti, camminatori, famiglie e amanti della natura che frequentano queste montagne.

Le pulizie del rifugio sono state invece effettuate da Cesare Tosello, contribuendo anche in questo caso a mantenere in buone condizioni una struttura che rappresenta un prezioso punto di riferimento per chi percorre i sentieri della zona.

Il Bivacco Laguione, conosciuto anche come Rifugio Laguione, si trova a circa 1.523 metri di quota, sul crinale della Via del Sale, tra il Colle della Seppa e il Monte Boglelio, in un’area di confine tra Piemonte e Lombardia. È un rifugio non custodito e sempre aperto, pensato soprattutto come punto di sosta per gli escursionisti che attraversano questo suggestivo tratto dell’Appennino.

La piccola struttura in legno, poggiata su un basamento in pietra, offre un ambiente semplice ma prezioso per chi affronta i percorsi della zona. Al suo interno sono presenti un tavolo con panche, alcune sedie, una piccola stufa e stoviglie di base, elementi che permettono agli escursionisti di trovare un riparo e un luogo dove fermarsi durante il cammino.

Il Laguione ha inoltre una storia particolare. Il rifugio sorge infatti sui resti dell’ex Albergo Belvedere, distrutto durante la Resistenza dai fascisti perché aveva dato rifugio a soldati alleati. Oggi quel luogo è diventato un punto di incontro per chi ama camminare e conoscere il territorio, immerso in un paesaggio caratterizzato da boschi, crinali e ampi panorami.

Le vie di accesso al rifugio sono numerose e interessano sia il versante lombardo sia quello piemontese. Tra i percorsi più frequentati ci sono quelli che partono da Cegni, in Lombardia, e quelli che salgono da Bruggi e Selvapiana, in Piemonte. Il rifugio è inserito nella rete dei percorsi escursionistici dell’Oltrepò Pavese e della Val Curone ed è una meta particolarmente apprezzata anche da chi cerca escursioni non troppo impegnative a contatto con la natura.

Il lavoro svolto dai volontari assume quindi un valore importante non soltanto per la manutenzione delle strutture, ma anche per l’accoglienza di chi percorre questi sentieri. Un rifugio pulito, un’area picnic curata e spazi ordinati sono un biglietto da visita per il territorio e contribuiscono a rendere ancora più piacevole l’esperienza di quanti scelgono la Via del Sale per una giornata in montagna.

Un gesto concreto, quello di Luigino Masanta, Marcello Deglialberti e Cesare Tosello, che testimonia come la cura del territorio passi anche attraverso il volontariato e l’impegno di chi, con il proprio lavoro, contribuisce a preservare e valorizzare luoghi preziosi per escursionisti e visitatori.

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