Tra nebbie, colline e silenzi: lo sguardo fotografico di Stefania Trezzi racconta l’anima autentica dell’Oltrepò Pavese

MONTALTO PAVESE C’è chi arriva in un luogo e lo attraversa soltanto, e chi invece riesce ad ascoltarlo fino a trasformarlo in immagine. È quello che accade a Stefania Trezzi, fotografa nata a Vigevano ma ormai profondamente legata all’Oltrepò Pavese, territorio in cui vive da circa dieci anni e che considera una fonte inesauribile di ispirazione.Boschi immersi nella nebbia, colline morbide, pioggia sottile e luci che cambiano volto alle stagioni: è in questi scenari che Stefania ha trovato la dimensione ideale per sviluppare una fotografia intensa, emotiva e fortemente legata alla natura. “Mi sono innamorata quasi subito dell’Oltrepò Pavese per la tranquillità, la natura e le atmosfere autentiche che riesce a regalare in ogni stagione”, racconta.

La fotografia, però, per lei non è una scoperta recente. Fa parte della sua vita da sempre, quasi come un’eredità naturale. “Fin da piccola seguivo mio padre, che era fotografo, e spesso andavo con lui ad aiutarlo”, ricorda. Un’esperienza cresciuta negli anni fino a diventare una vera identità artistica, maturata soprattutto grazie al legame quotidiano con il territorio oltrepadano.

Il suo percorso personale e professionale è fatto anche di curiosità e continua formazione. Dopo gli studi come operatrice turistica a Vigevano, Stefania ha scelto di approfondire discipline molto diverse tra loro, frequentando corsi di fotografia, psicologia e formazione come operatrice di fattoria didattica. Un cammino che riflette una personalità attenta alle persone, alla natura e alle emozioni più profonde.

Nelle sue immagini si ritrovano atmosfere malinconiche e quasi cinematografiche, dove il paesaggio diventa racconto e suggestione. Ama fotografare la natura in tutte le sue sfumature, cercando dettagli che spesso sfuggono a uno sguardo distratto. “Per me la fotografia è un modo per fermare emozioni, momenti e piccoli dettagli soprattutto naturalistici che spesso rischiano di passare inosservati”, spiega.

Accanto alla fotografia paesaggistica e naturalistica, Stefania collabora anche con la Protezione Civile di Montalto per la realizzazione di servizi fotografici e lavora con alcune aziende vinicole del territorio, contribuendo attraverso le sue immagini a valorizzare le eccellenze locali e il legame profondo tra uomo e ambiente.

Nel suo lavoro convivono sensibilità, osservazione e autenticità. Ogni fotografia sembra custodire il respiro lento dell’Oltrepò Pavese, raccontandone non solo i panorami, ma anche l’anima più intima e silenziosa. Un territorio che attraverso il suo obiettivo diventa poesia visiva, memoria ed emozione.

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