Oltrepò Pavese, quarta tappa del tour Lombardia Autentica: piano da 14 milioni per rilanciare le aree interne tra turismo, ambiente, servizi e sviluppo locale contro lo spopolamento

ZAVATTARELLO Nel cuore dell’Appennino lombardo prende forma una nuova strategia di rilancio territoriale sostenuta da un investimento complessivo di quasi 14 milioni di euro. L’iniziativa, inserita nel progetto “Oltrepò Pavese Smart Land”, punta a contrastare lo spopolamento e a rafforzare l’attrattività di un’area ricca di patrimonio naturale, culturale ed enogastronomico.

La presentazione è avvenuta durante la quarta tappa del tour istituzionale “Lombardia Autentica”, che ha toccato i comuni di Montesegale, Zavattarello e Cecima, alla presenza del presidente della Regione Attilio Fontana e degli assessori Elena Lucchini e Massimo Sertori. Tra gli interventi previsti figurano la trasformazione del campo comunale di tiro con l’arco di Montesegale in Centro Federale Regionale, la realizzazione di un Parco Archeo-Astronomico nell’area di Guardamonte e nuovi percorsi formativi per i settori turistico, termale e sportivo.

La strategia si inserisce nell’ambito dell’Area Interna Appennino Lombardo – Alto Oltrepò Pavese, che coinvolge 18 comuni con Varzi come capofila. Le risorse provengono in gran parte da fondi europei, affiancati da contributi regionali e nazionali, con l’obiettivo di sostenere uno sviluppo integrato e duraturo.

“Uno dei punti che contraddistinguono le scelte politiche di questa Giunta – ha detto il presidente Fontana – è sicuramente l’attenzione alle istanze dei territori nel quadro di una visione concreta capace di sostenere le realtà più fragili e di valorizzare al massimo il loro contributo nel percorso di crescita della Lombardia. Un risultato importante che le risorse messe a disposizione attraverso la strategia delle Aree Interne contribuiranno a raggiungere”.

“Nello specifico – ha aggiunto il governatore – Regione Lombardia vuole rappresentare un vero e proprio catalizzatore per trasformare in progetti concreti le necessità espresse a livello locale con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento, promuovere una rete capillare ed efficiente di servizi e sostenere la competitività e l’attrattività di queste zone, che rappresentano uno scrigno di arte, storia, paesaggi ed eccellenze enogastronomiche

“In quest’ottica – ha concluso Fontana – un elemento centrale è il dialogo con gli amministratori locali, che quotidianamente affrontano le criticità del territorio e lavorano per valorizzare al massimo le loro potenzialità. Solo in questo modo è infatti possibile realizzare politiche mirate che si traducono in crescita economica e risposte puntuali alle richieste dei cittadini”.

L’assessore Sertori ha evidenziato il valore della collaborazione tra enti locali e istituzioni regionali nel definire una governance condivisa. “Oggi abbiamo presentato la strategia di sviluppo locale concepita per l’Oltrepò, frutto della sinergia con le realtà locali che sanno valorizzare al meglio le risorse grazie all’adozione di un modello di governance intercomunale in grado di superare logiche settoriali, rafforzando la capacità del territorio di generare risposte condivise e di lungo periodo alle proprie fragilità strutturali. In questo contesto Regione Lombardia vuole porsi come interlocutore privilegiato con gli attori locali diventando il perno di un modello di gestione integrata e multilivello che valorizza il buon governo locale”.

Sulla stessa linea anche l’assessore Elena Lucchini, che ha sottolineato l’importanza di sostenere i piccoli comuni e rafforzare la coesione sociale. “La valorizzazione delle Aree interne rappresenta un ulteriore tassello di una strategia regionale più ampia, che comprende strumenti come l’AQST e che, nel complesso, prevede progetti per oltre 161 milioni di euro. Per Regione Lombardia è prioritario essere al fianco delle nostre comunità, con risorse e iniziative concrete per svilupparne appieno il potenziale e supportare le amministrazioni locali nella gestione delle criticità”.

“La seconda tappa al castello Dal Verme di Zavattarello – continua Lucchini – è stata un’occasione preziosa per cogliere da vicino i risultati concreti della Strategia Aree Interne.Grazie a un investimento complessivo di oltre 444 mila euro, sostenuto con risorse regionali, abbiamo restituito nuova vitalità a questa straordinaria fortezza medievale, rafforzandone il ruolo di presidio culturale e turistico, oggi più moderno e accessibile.Gli interventi realizzati non si sono limitati alla messa in sicurezza e alla riqualificazione delle strutture storiche, ma hanno saputo aprire lo sguardo all’innovazione. Oggi il Castello offre un’esperienza immersiva capace di coniugare storia e tecnologia, grazie a nuovi arredi, percorsi multimediali e postazioni di realtà aumentata che accompagnano il visitatore in un racconto coinvolgente, fruibile sia in presenza sia a distanza. Il Castello Dal Verme rappresenta un tassello centrale del progetto “Tesori Medievali dell’Alto Oltrepò”. Investire in realtà come questa significa non solo custodire il nostro patrimonio, ma trasformarlo in una leva concreta di attrattività e sviluppo per le comunità locali”.

Il sottosegretario Ruggero Invernizzi ha infine ribadito la visione futura del territorio: “Oggi l’Oltrepò Pavese dispone di risorse concrete e di una strategia integrata per affrontare le sfide future. La collaborazione tra istituzioni, cittadini e imprese è la chiave per avviare una nuova fase di crescita. L’obiettivo è trasformare il territorio in una ‘Smart Land’, capace di attrarre residenti e investimenti. Fare squadra è essenziale: solo insieme si può costruire un futuro sostenibile e vincente per tutti”.

A sottolineare l’impatto concreto del progetto è intervenuto anche il presidente della Provincia di Pavia e della Comunità montana dell’Oltrepò Pavese, Giovanni Palli: “Con l’avvio operativo della Strategia Oltrepò Pavese Smart Land si apre una fase nuova per l’Alto Oltrepò Pavese. Al di là del nome del progetto, il punto è semplice: mettere in campo una strategia unitaria per rendere questo territorio più vivibile, più forte nei servizi e più capace di creare opportunità. Parliamo di 18 Comuni coinvolti e di 13,866 milioni di euro destinati non a interventi isolati, ma a un disegno complessivo di rilancio. L’effetto atteso riguarda anzitutto la vita quotidiana delle persone. In un’area dove distanza dai servizi, invecchiamento della popolazione e fragilità sociali pesano più che altrove, questa strategia punta a rendere i servizi di supporto più vicini, più accessibili e più ordinati. Il centro previsto a Varzi va letto in questa direzione: non solo una struttura, ma un punto di riferimento territoriale per accompagnare i cittadini, soprattutto i più fragili, e ridurre quella sensazione di isolamento che troppo spesso accompagna chi vive nelle aree di collina e montagna”.

“Un secondo impatto riguarda formazione e lavoro. – Continua Palli – I percorsi previsti servono a preparare persone nei settori che qui possono davvero crescere — turismo, accoglienza, benessere, servizi — mettendo in relazione chi cerca occupazione e chi può crearla. Per i giovani significa avere una ragione in più per restare. Per le imprese significa trovare competenze più vicine ai bisogni reali del territorio”.

“La strategia interviene poi sulla capacità del territorio di generare economia. L’obiettivo è sostenere attività coerenti con la vocazione dell’Oltrepò: turismo lento, terme, produzioni locali, servizi alla persona, accoglienza diffusa. Non si tratta di distribuire risorse senza direzione, ma di aiutare iniziative che possano creare lavoro stabile, rafforzare i borghi e trattenere valore sul territorio – sostiene Palli – C’è inoltre un tema di identità e attrattività. Valorizzare i borghi, il paesaggio, i percorsi storici e ambientali non significa solo promuovere meglio l’Oltrepò, ma renderlo più riconoscibile, più frequentato e più capace di generare occasioni economiche. Un territorio più curato e più organizzato è anche un territorio che offre maggiori possibilità a chi ci vive ogni giorno”.

“Infine, questa strategia lascia un risultato importante anche sul piano istituzionale: una maggiore capacità dei Comuni di lavorare insieme. – Conclude Palli – E nelle aree interne questo conta moltissimo, perché la differenza non la fanno solo i finanziamenti, ma la capacità di trasformarli in opere, servizi e opportunità reali. La vera sfida, da oggi, è proprio questa: fare in modo che le risorse diventino risultati visibili e duraturi per le comunità”.

La strategia si sviluppa lungo tre direttrici principali: tutela e valorizzazione dell’ambiente, promozione del patrimonio culturale e storico e potenziamento del welfare di comunità attraverso servizi e formazione. Un approccio sistemico che punta a creare una rete territoriale capace di generare opportunità e risposte concrete nel medio e lungo periodo.

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