Varzi, al via il recupero della Torre Mangini: diventerà punto panoramico, ma è scontro con l’opposizione

VARZI Le impalcature salgono lungo la Torre Mangini, nel cuore del centro storico. Dal 9 marzo il cantiere è ufficialmente aperto: sono infatti iniziati i lavori di riqualificazione e riuso della Torre di Porta Sottana.

L’obiettivo del Comune è chiaro: restituire l’antica torre alla comunità. Ma dall’atra parte tuona la minoranza che sottolinea come quest’area è degradata. Non si tratta di un semplice restauro conservativo, ma di un intervento di valorizzazione funzionale.

La torre, uno degli elementi più riconoscibili del profilo medievale di Varzi, diventerà infatti un punto di osservazione panoramica a 360 gradi sulla valle Staffora e sulle colline dell’Oltrepo: accessibile, visitabile, aperta al pubblico. Il sindaco Giovanni Palli inserisce l’intervento in una strategia più ampia.

«La Torre Mangini non era prevista nel finanziamento originario di Aree interne sul Casone (antico Corpo di Guardia della Via del Sale) – spiega –. L’abbiamo aggiunta noi, intercettando il bando della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia e mettendo in campo fondi propri. Quel progetto, da solo, avrebbe dato a Varzi un contenitore museale; con la torre restaurata e restituita alla città nasce invece un sistema integrato: si entra dalla storia, dai primi insediamenti dei Celti Liguri fino alla Repubblica Partigiana di Varzi, e si sale nel paesaggio». Il progetto del Casone, finanziato da Aree Interne per 475 mila euro e destinato in parte a ospitare un museo storico multimediale, resta dunque il primo tassello del mosaico. La Torre Mangini ne rappresenta il completamento.

«Il risultato – prosegue Palli – è che chi verrà a Varzi potrà vivere un’esperienza completa: la memoria, la storia del borgo medievale e, in cima, il panorama. È il frutto della capacità di questa Amministrazione di attrarre risorse da più fonti e metterle a sistema. Da un progetto parziale siamo passati a un disegno organico».

«I varzesi potranno salire in cima alla torre e guardare la loro città da lassù – conclude il sindaco –. Sarà un’esperienza unica, che unisce la dimensione verticale del panorama alla dimensione orizzontale della storia e della memoria del Casone. Varzi è Medaglia d’Oro al Valor Militare e al Merito Civile: questa eredità merita fatti, non polemiche. E i fatti, oggi, sono un cantiere aperto e una torre che sta per tornare a vivere».

Sul fronte politico, però, resta aperta la polemica con l’opposizione. Il capogruppo di Varzi Solidale, Roberto Moroni, ha infatti richiamato l’attenzione sulla determina con cui il Comune ha disposto la manutenzione degli impianti antivolatili e la pulizia dei locali del Casone, senza fare riferimento al cantiere della Torre Mangini, avviato pochi giorni dopo.

«Dopo un lungo, interminabile oblio – aveva scritto Moroni – è tornato alla ribalta il Casone, non per l’inaugurazione del tanto atteso spazio museale, ma per un’operazione di disinfestazione, visto che in tutti questi anni è stato esclusivo luogo di abitazione di volatili e non di umani».

Il confronto resta quindi aperto: da una parte l’opposizione insiste sui ritardi e sulle attese ancora irrisolte attorno al Casone; dall’altra l’amministrazione rivendica l’avvio concreto di un percorso più ampio, che punta a fare della Torre Mangini e del complesso del Casone un nuovo polo di memoria, identità e attrattività per Varzi.

Rispondi