ROVESCALA – Cinque domeniche in cui il tempo sembra rallentare per lasciare spazio al profumo del mosto, al suono dei trattori d’epoca e al gusto di una tradizione che si rinnova da quasi mezzo secolo. Rovescala si prepara a diventare la capitale del vino pavese con la 40ª edizione della “Primavera dei Vini – Festa del Bonarda”, presentata questa mattina a Palazzo Pirelli. Per tutte le domeniche di marzo, il 1°, 8, 15, 22 e 29, il borgo oltrepadano aprirà le porte a migliaia di visitatori con un programma che fonde eccellenza vitivinicola e convivialità rurale.
Nata a metà degli anni ’80 e giunta al suo storico quarantennale, l’iniziativa non è solo una celebrazione identitaria ma rappresenta un pilastro della promozione economica per l’Oltrepò Pavese. Con oltre 13.000 ettari vitati, più della metà dell’intera superficie regionale, il territorio esprime numeri di primo piano: una produzione annua compresa tra i 900.000 e 1.100.000 ettolitri, pari a circa 130 milioni di bottiglie. In questo scenario la Bonarda da uve Croatina recita un ruolo centrale, con una stima tra i 25 e i 30 milioni di bottiglie annue, sostenuta da oltre 1.500 aziende e da un export che raggiunge il 40 per cento verso mercati strategici come Stati Uniti, Germania e Svizzera.
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Mangiarotti ha sottolineato come la quarantesima Primavera dei Vini di Rovescala testimoni il valore strategico del legame tra vino e territorio per lo sviluppo locale. Il Bonarda, ha evidenziato, non è soltanto un prodotto di qualità ma un simbolo culturale che racconta storia, tradizione e capacità imprenditoriale. Manifestazioni come questa dimostrano come l’enoturismo possa diventare un volano di crescita, capace di coniugare promozione, attrattività e sostegno alle imprese agricole, e Regione Lombardia deve continuare a sostenerle perché valorizzare il vino significa valorizzare comunità, paesaggio e identità.
L’assessore al Turismo, Moda e Marketing territoriale di Regione Lombardia Debora Massari ha rimarcato la portata storica dell’evento, definendolo l’espressione viva di un’identità territoriale costruita nel tempo, fatta di lavoro agricolo, tradizione, cultura e comunità. Non soltanto una festa, ma uno strumento di promozione turistica capace di sostenere le imprese locali e rafforzare l’attrattività dell’Oltrepò Pavese come destinazione enogastronomica e culturale, simbolo di un modello di sviluppo sostenibile che unisce economia e identità locale.
Sulla stessa linea l’assessore regionale all’Agricoltura e Sovranità alimentare Alessandro Beduschi, che ha definito la Festa della Bonarda molto più di un appuntamento enogastronomico, ma un momento di autentica appartenenza alla comunità e alla civiltà rurale che l’ha plasmata. Iniziative che durano da quarant’anni, ha osservato, sono il segno di una ricchezza vera che va valorizzata e riscoperta, soprattutto oggi, grazie a un connubio indissolubile tra enogastronomia e turismo esperienziale capace di far conoscere scrigni di diversità e socialità genuina. La Bonarda, ha aggiunto, è una freccia importante nell’arco delle produzioni lombarde, ambasciatrice di una regione che sa unire tradizione e qualità.

L’assessore regionale alla Famiglia, Pari opportunità, Disabilità e Solidarietà sociale Elena Lucchini ha voluto esprimere il proprio sostegno all’iniziativa: “Il suggestivo borgo dell’Oltrepò Pavese si prepara ad accogliere i visitatori tutte le domeniche di marzo per celebrare l’antica e nobile tradizione del buon vino. Il traguardo dei quarant’anni rappresenta un anniversario prestigioso, festeggiato anche oggi a Palazzo Pirelli. Questa lunga storia racconta la grande dedizione con cui l’intera comunità di Rovescala valorizza la propria secolare identità vitivinicola. Rivolgo i miei complimenti alla Pro Loco e a tutte le associazioni coinvolte per l’impegno profuso nell’organizzazione di questa nuova edizione, realizzata in preziosa collaborazione con l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Dellafiore. Ci vediamo a Rovescala per festeggiare l’eccellenza dei vini made in Oltrepò”.
Per il sindaco Nicola Dellafiore il quarantennale rappresenta un traguardo che racchiude identità, comunità e radici profonde. La Festa del Bonarda, ha spiegato, è il momento in cui il territorio si racconta attraverso il lavoro delle aziende vitivinicole, la passione dei volontari e l’orgoglio dei cittadini, rafforzando il senso di appartenenza e diventando uno strumento concreto di promozione turistica capace di valorizzare il paesaggio collinare e le eccellenze che lo rendono unico.
Marco Zavattarelli, della Pro Loco di Rovescala, ha infine ricordato come la Primavera dei Vini sia il frutto di un impegno collettivo che si rinnova anno dopo anno. La Festa del Bonarda nasce dalla volontà di mettere al centro il vino come espressione autentica del territorio, ma anche come occasione di incontro e scoperta. Grazie alla collaborazione tra produttori, volontari e istituzioni, l’evento riesce ad attrarre visitatori, far conoscere le cantine e generare ricadute positive per l’intera economia locale, confermando il turismo enogastronomico come leva fondamentale per i piccoli comuni dell’Oltrepò Pavese.