BRONI – Nessuna fibra di amianto in dispersione nell’aria secondo l’ultimo monitoraggio effettuato da Arpa Lombardia lo scorso novembre. Le centraline installate in via Eseguiti e nell’area Italcementi hanno registrato concentrazioni inferiori al limite di rilevabilità fissato in 0,2 fibre per litro, soglia al di sotto della quale il metodo non è in grado di misurare la presenza di fibre aerodisperse. Anche il dato relativo alle cosiddette fibre aerodisperse conferma che, sui campioni analizzati, eventuali tracce di amianto sono risultate inferiori alla quantità minima necessaria per un conteggio significativo, escludendo quindi una presenza misurabile.
Un risultato che, secondo il sindaco Antonio Riviezzi, conferma un trend ormai consolidato negli anni, ma che non autorizza ad abbassare la guardia. L’impegno dell’amministrazione prosegue infatti su più fronti: dal monitoraggio costante alla riduzione concreta delle situazioni di rischio ancora presenti, con un’attenzione particolare alle proprietà private. Ogni intervento di rimozione rappresenta, nelle parole del primo cittadino, un passo avanti verso una Broni davvero libera dall’amianto. In questo percorso si inserisce anche il progetto del nuovo liceo, che consentirà di dismettere definitivamente l’ultimo edificio pubblico contenente cemento-amianto, grazie allo stanziamento della Provincia per la progettazione e al confronto avviato sulle esigenze della futura sede.
Una parte significativa del cammino verso l’obiettivo “amianto zero” riguarda le coperture private. I dati aggiornati al 9 febbraio indicano che le superfici già bonificate o risultate prive di amianto ammontano a 139.167 metri quadrati, pari al 64,71% dei 215.060 metri quadrati censiti nel 2016 attraverso una mappatura che aveva individuato 1.057 coperture positive anche con l’ausilio di droni. Finora sono state verificate 922 coperture: 384 risultano già bonificate per un totale di 104.380 metri quadrati, mentre altre 219, inizialmente segnalate come positive, sono state successivamente accertate come non contenenti amianto per ulteriori 34.787 metri quadrati.
Risultati resi possibili anche grazie ai bandi promossi dal Comune dal 2020 a oggi, che hanno messo a disposizione complessivamente 607mila euro per sostenere la rimozione dell’amianto da aree e fabbricati privati. Il primo bando, da 300mila euro, ha visto 49 domande accolte e 32 interventi realizzati, per circa 115mila euro finanziati. Il secondo, pubblicato nel 2022 con una dotazione di 185mila euro, ha portato all’accoglimento di 47 domande e alla realizzazione di 39 interventi, con circa 162mila euro finanziati e una superficie rimossa stimata in 5.500 metri quadrati. Il terzo bando, attivato nel 2024 e tuttora in corso, dispone di 122mila euro: sono 26 le domande accolte, per una rimozione prevista di circa 3.900 metri quadrati; al 9 febbraio risultano già rendicontati 45.880 euro.
Sul fronte degli immobili pubblici comunali, l’obiettivo della bonifica è stato raggiunto anche grazie alla ridefinizione del perimetro del SIN e alle risorse ottenute. Tra gli interventi più significativi figurano quelli sull’ex scuola elementare “Paolo Baffi” di via Gramsci e sull’ex centro Avis all’ospedale Arnaboldi, per un totale di circa 6.600 metri quadrati liberati dai materiali pericolosi. A queste operazioni si sono affiancate altre rimozioni e demolizioni complesse, come quella della palazzina Avis.
La questione amianto a Broni non si esaurisce però nella sola dimensione ambientale. In un territorio segnato dalle conseguenze sanitarie dell’esposizione, assume un ruolo centrale anche la rete di assistenza. Presso la Casa di Comunità nell’area dell’ex ospedale è attivo il Centro per il Mesotelioma, ambulatorio di primo livello con specialista pneumologo ed équipe multidisciplinare per la presa in carico dei pazienti e delle loro famiglie.
SeIl vicesindaco e assessore alle Politiche per la salute e Ambiente Nicola De Bernardi sottolinea come la tutela passi anche dalla capacità di costruire risposte sanitarie stabili e vicine alle persone, indicando nella Casa di Comunità un presidio di riferimento per il territorio.
Resta infine aperto il capitolo del SIN ex Fibronit. La giunta comunale ha recentemente approvato il via libera alla firma del nuovo Accordo di programma che mette a disposizione poco più di un milione di euro, risorse derivanti dalle economie del secondo lotto, per completare accertamenti tecnici sulla rete fognaria e sui materiali di rinterro, aggiornare il quadro dell’area, predisporre la progettazione del terzo lotto e proseguire il monitoraggio delle fibre aerodisperse. Un ulteriore tassello di un percorso che, passo dopo passo, punta a chiudere definitivamente una delle pagine più delicate della storia ambientale e sanitaria della città.