BRESSANA BOTTARONE I pendolari dell’Oltrepò orientale non nascondono la loro amarezza per i tagli alle fermate ferroviarie di Lungavilla e Bressana Bottarone e annunciano iniziative di protesta qualora non arrivassero risposte concrete da Trenord e da Regione Lombardia. Nel corso di un’assemblea pubblica ospitata nella sala polifunzionale del municipio di Bressana Bottarone, studenti, lavoratori, amministratori locali e rappresentanti di associazioni si sono confrontati sui crescenti disagi legati al nuovo orario ferroviario invernale entrato in vigore a dicembre.
Al centro della discussione, la richiesta di ripristinare le fermate dei treni regionali e regionali veloci nelle stazioni di Lungavilla e Bressana, oggi escluse da diverse corse che fermano soltanto a Voghera prima di proseguire verso Novi Ligure, Asti o Genova. Una scelta che, secondo i sindaci e i pendolari, penalizza fortemente chi ogni giorno deve raggiungere Pavia o Milano per studio o lavoro, aggravando una situazione già complicata dai lavori in corso al Ponte sul Po di Bressana, avviati per consentire il potenziamento dell’alta velocità tra Milano e Genova.
Durante l’incontro è stato ricordato come, nel precedente confronto al Pirellone con l’assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente, l’amministratore delegato di Trenord Andrea Severini e i tecnici regionali, le istanze del territorio non abbiano trovato risposte soddisfacenti. I partecipanti denunciano il paradosso di una linea su cui i treni continuano a transitare senza però effettuare fermate intermedie fondamentali per i residenti.
«Cosa costa una fermata in più? Un minuto che per noi è essenziale», è stato ribadito nel corso dell’assemblea, sottolineando come la riduzione delle fermate finisca per scoraggiare l’uso del trasporto pubblico e spingere molti a ricorrere all’auto privata.
Se al mattino l’introduzione di bus sostitutivi ha attenuato solo in parte le difficoltà degli studenti, le criticità maggiori si registrano nel pomeriggio e in serata. Le corse sono state anticipate, rendendo di fatto impossibile per molti ragazzi raggiungere in tempo la stazione di Pavia all’uscita da scuola, mentre dopo le 20 non esiste più un treno che effettui fermate intermedie tra Pavia e Voghera. Con l’estate alle porte, inoltre, si profilano ulteriori chiusure e interruzioni legate ai lavori infrastrutturali, con il timore di nuovi tagli soprattutto per la stazione di Lungavilla.
Il sindaco di Pizzale Gaetano De Angelis e la vicesindaca di Lungavilla Carla Beccaria hanno espresso forte preoccupazione per una situazione che rischia di isolare ulteriormente i residenti. Dello stesso avviso l’assessore del Comune di Bressana Bottarone Gianfranco Ursino, che ha annunciato la volontà di coinvolgere i parlamentari del territorio e di portare la questione anche in Commissione Trasporti in Regione. Se i prossimi incontri non porteranno risultati concreti, i pendolari sono pronti a manifestare davanti al Palazzo Pirelli in occasione di una seduta del Consiglio regionale.
.Sulla vicenda ha assicurato il proprio interessamento anche il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, che si è impegnato a farsi portavoce delle istanze di studenti, lavoratori e amministratori locali nelle sedi competenti. Intanto, per aggiornamenti sullo stato dei lavori al Ponte sul Po e sugli sviluppi istituzionali, è attivo il sito pontesulpo.it, punto di riferimento informativo per i cittadini coinvolti in quella che ormai viene definita una vera e propria battaglia per il diritto alla mobilità.