SANTA MARGHERITA DI STAFFORA – Un gruppo di volontari appartenenti agli ‘Amici di Pian del Poggio’ si è recato sul Monte Bagnolo per ripulire un tratto di sentiero che si trova a ridosso del rifugio Lagujone (lungo la Via del Sale) e anche ridare un aspetto decoroso alla piccola edicola dedicata a Sant’Anno. I volontari sono partiti da Pian del Poggio ed hanno raggiunto il Monte Bagnolo muniti di falce, tagliaerba e tutto il necessario per ripulire quest’area. Erano presenti Giorgio Gulminelli del Cai di Voghera, Giovanni Saviotti, Angelo Gabetta, Gabriele e Ada Detti. Questo luogo è sempre stato un’importante via di collegamento tra la Valle Staffora e la Val Curone. Sulla cima nella piccola edicola dedicata a S. Anna, si trova una targa in ricordo di don Pietro Castellano. Don Pietro, nato a Sarezzano nel 1888, nell’inverno del 1924 partì da Forotondo (Fabbrica Curone) per tornare a Negruzzo (Santa Margherita di Staforra). Nonostante il maltempo e senza ascoltare gli abitanti del paese, che cercarono di persuaderlo nel valicare la montagna, il parroco partì. Raggiunse il Monte Bagnolo ma fu sorpreso da una bufera di neve e morì. Nel lontano 1928, esisteva anche un albergo inaugurato nel mese di giugno del 1931. All’albergo Belvedere si ballava al suono di un pianoforte, raro in quei tempi, dove andavano di moda solo le fisarmoniche. L’albergo fu costruito nel 1928 da Paolo Toso di Forotondo. Lungo i sentieri che da questo paese della Val Curone portano al Monte Bagnolo, Paolo Toso dal 1928 al 1931 aveva trasportato il materiale con i buoi per realizzare l’albergo. Dopo l’8 settembre del 1943 e l’armistizio dell’Italia con le forze alleate, la valle a cavallo tra Lombardia e Piemonte diventò uno dei tanti teatri della Guerra di Resistenza partigiana. L’Albergo Belvedere divenne rifugio di dodici inglesi scappati dal campo di concentramento di Gavi e lì vi rimasero per diversi mesi. Qualche abitante di Forotondo avvertì i fascisti e una notte di novembre le brigate nere raggiunsero il rifugio e lo bruciarono.