“Per contrastare la peste suina servono misure più restrittive”. Queste le parole di Alberto Meriggi zoologo dell’Università di Pavia

VARZI “Le misure adottate per contrastare la peste suina sono poco restrittive e non bastano. Per evitare che la Psa arrivi negli allevamenti di suini, occorre prevedere disinfestazioni, profilassi e recinzioni per azzerare gli scostamenti dalle zone infette a quelle non intaccate”. Non ha dubbi Alberto Meriggi, zoologo dell’Università di Pavia. Meriggi va contro corrente rispetto a chi è intervenuto sul problema peste suina. Con un sorriso tra le labbra spiega: “Non sono un veterinario ma uno zoologo e a mio avviso abbattere tutti i cinghiali presenti in Oltrepo, anche se non sarà cosa facile, non permetterà di eliminare definitivamente il problema peste suina. Questo perchè abbiamo lasciato la possibilità alle persone di muoversi praticamente liberamente nei boschi”.

“Ora – continua Meriggi – ci affidiamo sulla buona fede di chi entra ed esce dalle zone che potrebbero essere infette. e che si dovrebbero disinfettare le scarpe, le ruote delle biciclette e delle macchine. Non è in questo modo, a mio avviso che si esce dall’emergenza”.

Cosa fare allora? “Per evitare che la peste suina arrivi negli allevamenti occorre aumentare, e di tanto, le misure di controllo con profilassi per gli operatori e reti di contenimento attorno a questi. Il futuro dei cinghiali? Quelli che non saranno intaccati e che supereranno questo momento di crisi formeranno il nuovo ceppo sano”. Le reti di contenimento per evitare che i cinghiali possano transitare da una regione all’altra possono servire? “Andremmo a spendere una enorme quantità di soldi per non ottenere nulla di concreto – dice ancora Meriggi -. Non siamo sulla via Emilia ma su una montagna chiamata Appennino dove posizionare reti chilometriche è praticamente impossibile e comunque non darebbe i risultati sperati”. Oggi intanto aprirà il bando regionale dedicato a interventi di biosicurezza per gli allevamenti di suini, con lo scopo di contrastare la diffusione della peste suina mettendo a disposizione una dotazione di 2,2 milioni di euro.

“Un provvedimento – dice l’assessore all’agricoltura Alessandro Beduschi – con cui finanzieremo l’acquisto di recinzioni come opera di prevenzione contro l’insorgenza della malattia, trasmissibile dalla fauna selvatica e in particolare dai cinghiali”. “Gli interventi finanziati con il bando – prosegue Beduschi – consisteranno nella realizzazione di recinzioni fisse ‘a prova di bestiame’ per rafforzare le misure di biosicurezza degli allevamenti di suini, al fine di limitare la trasmissione del virus riducendo il rischio di intrusione di cinghiali selvatici”.

L’investimento ammesso dovrà avere un costo complessivo minimo di 3mila euro e massimo di 30mila euro per ciascun allevamento di suini attivo, con spesa massima per singolo beneficiario pari a 100mila euro. L’agevolazione verrà assegnata sottoforma di sovvenzione diretta a fondo perduto, pari al 65 per cento del costo ammissibile e le domande potranno essere presentate entro il 4 settembre.

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