100 candeline per Martina Masseroni

CECIMA – Martina Masseroni, chiamata anche Marta, Anna, Annetta, mamma e nonna, compie 100 anni. Un secolo di storia che si intreccia con la Storia del nostro Paese. Una storia che parte da Cremona il 4 luglio 1922, quando Annetta nasce, terza di quattro fratelli, dopo Gaetano (1910), Rosolino (1917) e prima di Diamante detta Mentina (1924), da Baldassarre Masseroni e Serafina Osio.

L’infanzia trascorsa nel cremonese, traslocando a ogni San Martino perché il padre faceva il mezzadro. I ricordi di allora sono nitidi: il classismo della società di quei tempi, quando i poveri erano relegati nei banchi in fondo e i figli dei ricchi godevano di trattamenti di favore; Annetta bambina desiderosa di apprendere che ascoltava alla radio una trasmissione che guidava i bambini nel disegnare un’anfora annerendo i quadretti di un foglio, o intenta a ricopiare il libro di scuola preso in prestito da una compagna, scrivendo con il carbone sulle pareti della cantina. Annetta bambina dotata nella ginnastica, che in terza elementare riceve il primo premio consegnatole direttamente da Mussolini.

Durante la guerra lavorò presso la filanda di San Giovanni In Croce (CR), che a un certo punto fu posta sotto il controllo dei tedeschi: ancora oggi Annetta ricorda il mitra puntato alla schiena e i camion del Reich che se ne vanno dopo avere portato via tutti i bozzoli e tutta la seta.

La guerra non fu generosa con la sua famiglia, dato che si portò via il fratello Gaetano, bersagliere, morto di tifo a 30 anni. L’altro fratello Rosolino, invece, era in marina come addetto alla bussola: un altro ricordo che Annetta ama riferire riguarda il giorno in cui lei, ascoltando le trasmissioni clandestine di una radio partigiana nascosta in soffitta sotto un cumulo di tuteli di pannocchie destinati alla stufa (“moi”, in dialetto cremonese), venne a sapere che Rosolino si trovava in Inghilterra sul “Duca degli Abruzzi”, dopo che per anni la famiglia non aveva più avuto sue notizie. Durante la guerra, anche la giovane Annetta diede il proprio contributo prestando servizio volontario in ospedale.

In seguito il matrimonio con Nino, la nascita dei figli Flavia e Franco, il trasferimento a Voghera tra il ’54 e il ’55, dopo che il marito ebbe ottenuto un posto stabile in Ferrovia, e la nascita di Serenella. Annetta continuò a lavorare in modo indefesso, prima al ristorante “Il Viaggiatore” di Voghera, in via Ricotti, poi come molatrice dei vetri destinati ai lampadari prodotti dalla fabbrica “Civi”.

Lunedì 4 luglio ha festeggiato il suo secolo di vita assieme ai figli, ai nipoti, ai parenti più stretti e a tutto il personale della R.S.A. “Le Colline” di Cecima, dove risiede da qualche anno. Ai festeggiamenti hanno preso parte anche le Istituzioni locali, nella persona del Sindaco di Cecima Andrea Milanesi: Annetta si è detta incredula nel sentirsi tanto “importante”, ma ha ringraziato tutti, estremamente lusingata.

Donna forte e determinata, è sopravvissuta alla morte di tutti e quattro i fratelli e del marito Nino, prematuramente scomparso nel 1973. Ai figli e ai nipoti ha sempre insegnato l’onestà, la dignità che non si misura con il proprio status sociale ma con la consapevolezza che con il duro lavoro, senza scendere mai a patti e senza compromessi, è possibile raggiungere qualunque risultato.

Donna temprata dalle asperità della vita e da un secolo di Storia che va dalla marcia su Roma alla guerra in Ucraina, ama la schiettezza, andare al sodo delle questioni senza girarci inutilmente attorno, prendersi comunque cura di sé – ancora oggi, dopo essersi pettinata e sistemata, chiede “sono bella?”, con una naturalezza disarmante. Ama poi stare con i propri cari, Annetta, amandoli di un amore brusco, che è forse la peculiare caratteristica della centenaria Martina, Marta, Anna, Annetta Masseroni.

Di Stefania Bertonazzi

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