Il Popolo festeggia 130 anni e rilancia la sfida di un giornalismo a misura d’uomo

TORTONA Non una semplice ricorrenza celebrativa, ma un momento di confronto sul significato più profondo del fare informazione oggi. Con questo spirito si è svolto ieri pomeriggio il convegno “Custodire voci e volti umani”, promosso in occasione dei 130 anni de Il Popolo, storico settimanale della diocesi di Tortona.

L’appuntamento ha riunito personalità di primo piano del giornalismo italiano e del mondo ecclesiale per riflettere sulle sfide che la comunicazione è chiamata ad affrontare in un’epoca caratterizzata da trasformazioni rapide e profonde. Al centro del dibattito, la necessità di preservare la dimensione umana del racconto giornalistico, in un contesto sempre più segnato dalla velocità dell’informazione e dall’evoluzione delle tecnologie digitali.

Ad aprire l’incontro è stato il direttore Matteo Colombo, che ha ricordato il percorso compiuto dal giornale nel corso di oltre un secolo di storia, sottolineando il ruolo che una testata radicata nel territorio continua a svolgere nella vita delle comunità. Un impegno che si rinnova ogni giorno attraverso l’ascolto delle persone e l’attenzione alle realtà locali, senza rinunciare a uno sguardo aperto sulle questioni che attraversano la società contemporanea.

La riflessione è stata poi arricchita dagli interventi di Ennio Chiodi, già direttore del TG3 e dei TGR Rai, di Ferruccio De Bortoli, figura di riferimento del giornalismo nazionale, e di Francesco Ognibene, giornalista di Avvenire. Le loro testimonianze hanno offerto prospettive diverse ma convergenti sull’importanza di un’informazione capace di approfondire, verificare e interpretare i fatti, andando oltre la superficialità e l’immediatezza che spesso caratterizzano il dibattito pubblico.

Nel corso del confronto è emersa con forza l’esigenza di restituire centralità alle persone, alle loro storie e alle relazioni che tengono unite le comunità. Una sfida che riguarda non soltanto il mondo dell’informazione, ma l’intera società, chiamata a trovare nuovi strumenti per dialogare senza smarrire il valore dell’ascolto e del rispetto reciproco.

Ph_Luigi_Bloise

A chiudere il pomeriggio è stato il vescovo di Tortona, mons. Guido Marini, che ha invitato a considerare la comunicazione come un autentico servizio al bene comune. Nel suo intervento ha evidenziato come parole, immagini e racconti possano diventare strumenti di incontro e di costruzione di legami, quando sono animati dalla ricerca della verità e dall’attenzione alla dignità di ogni persona.

Il convegno ha così rappresentato una tappa significativa nelle celebrazioni per i 130 anni de Il Popolo. Un anniversario che non guarda soltanto al passato, ma che rilancia una responsabilità attuale: continuare a fare informazione mettendo al centro l’uomo, le sue domande e il suo bisogno di relazioni autentiche.

(Foto di Luigi Bloise)

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