Colli Verdi, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune: legittima l’abolizione dei Consigli di municipio

COLLI VERDI Il Consiglio di Stato ha messo definitivamente la parola fine alla lunga controversia legale che ha visto il Comune di Colli Verdi contrapposto a un gruppo di cittadini in merito alla riorganizzazione istituzionale dell’ente. I giudici hanno confermato la piena legittimità della scelta del Consiglio comunale di sopprimere i ‘Consigli di municipio’, rigettando integralmente l’appello presentato dai ricorrenti.

La vicenda trae origine dall’impugnazione della delibera n. 26 del 2024, con cui l’Amministrazione aveva modificato lo Statuto comunale eliminando i riferimenti ai Municipi di Ruino, Canevino e Valverde, istituiti all’epoca della fusione nel 2018.

Il Consiglio di Stato ha chiarito un principio fondamentale: le forme speciali di decentramento sono incentivi legati alla “fase genetica” della nascita del nuovo comune e non possono vincolare per sempre l’autonomia organizzativa dell’ente. Una volta completato il processo di fusione, il Comune è libero di determinarsi diversamente per garantire una gestione più snella ed efficiente.

Efficienza e risparmio per le tasche dei cittadini. Difatti, la decisione dell’Amministrazione di Colli Verdi, guidata dal sindaco Sergio Lodigiani, non è stata dettata dal caso, ma da precise esigenze funzionali e finanziarie. I giudici hanno così rilevato come i Consigli di municipio si fossero dimostrati, negli anni, «scarsamente propositivi».

Inoltre, la loro soppressione ha permesso di conseguire un «ingente risparmio di spesa», sgravando il bilancio comunale dai costi di funzionamento di organi ormai ritenuti non più necessari, dato che la rappresentatività dell’intera comunità è oggi pienamente garantita dal Consiglio Comunale unico. La sentenza respinge con forza anche l’accusa di aver “cancellato” la democrazia locale. I giudici hanno evidenziato che lo Statuto di Colli Verdi continua ad assicurare «più che adeguate forme di partecipazione», mettendo a disposizione dei residenti strumenti concreti come istanze, petizioni, proposte di deliberazione e referendum consultivi. È stato inoltre ribadito che il referendum originario del 2018 era obbligatorio ma non vincolante per le future scelte statutarie dell’ente.

“Nonostante la netta vittoria legale – dice il sindaco -, resta l’amarezza per le risorse pubbliche che il Comune ha dovuto impiegare per difendersi in sede giudiziaria. Sebbene l’appello sia stato dichiarato infondato nel merito con riferimento a tutte le censure, il Consiglio di Stato ha disposto l’integrale compensazione delle spese di giudizio tra le parti. Questo significa che, pur avendo agito correttamente e nel pieno rispetto della legge, il Comune (e quindi i cittadini di Colli Verdi) dovrà farsi carico delle proprie spese legali per un processo nato da un’azione giudiziaria che i giudici hanno confermato essere priva di presupposti validi. Una spesa che l’ente avrebbe preferito destinare a servizi diretti per la comunità, ma che è stata resa necessaria per tutelare l’autonomia e la correttezza amministrativa dell’istituzione”.

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