Archeoliceo, cinque anni di scuola e territorio: il 15 e 16 maggio a Broni, Casteggio e Oliva Gessi il convegno sull’archeologia civica per il futuro dell’Oltrepò pavese

BRONI A partire dall’anno scolastico 2020-2021, il liceo Liceo “Camillo Golgi” di Broni ha avviato un progetto che nel tempo è diventato un punto di riferimento per la didattica interdisciplinare: “Archeoliceo”. Ideato e diretto dal professor Enrico Corti, docente di materie letterarie e latino, il percorso nasce con un duplice obiettivo: integrare competenze umanistiche e scientifiche attraverso il metodo archeologico e valorizzare il paesaggio dell’Oltrepò pavese, mettendo in luce il legame tra passato romano e realtà contemporanea.

Nel corso degli anni il progetto ha potuto contare su collaborazioni di rilievo, tra cui quella dell’Università degli Studi di Pavia, con il contributo del professor Stefano Maggi e del suo staff impegnato nel progetto Archeostaffora, oltre al supporto del Museo Archeologico di Casteggio e di diverse istituzioni del territorio. Le attività si sono sviluppate tra lezioni teoriche su temi archeologici, urbanistici e scientifici, e uscite sul campo, permettendo agli studenti di confrontarsi direttamente con il patrimonio storico locale.

Il percorso giunge ora a un momento di sintesi con il convegno “Archeoliceo: a scuola di archeologia civica per il futuro dell’Oltrepò pavese”, in programma venerdì 15 e sabato 16 maggio. L’iniziativa si propone di tracciare un bilancio del quinquennio 2021-2026 e di aprire una riflessione sul ruolo dell’archeologia civica come strumento educativo e leva per uno sviluppo sostenibile del territorio. Le attività si svolgeranno tra la sala civica “P. Campora” di Broni, il Museo Archeologico di Casteggio e il teatro di Oliva Gessi.

La prima giornata, venerdì 15 maggio, sarà dedicata al tema del “Metodo”. Dopo i saluti istituzionali, l’apertura dei lavori sarà affidata a Stefano Maggi. Seguiranno interventi che spazieranno dalla didattica della letteratura latina, con Fabrizio Bordone, alla public history, con Iara Meloni, fino alla proposta conclusiva “Risonanze – voci dell’Appennino” di Davide Ferrari.

Sabato 16 maggio i lavori si sposteranno a Casteggio per affrontare il tema delle “Connessioni”. In programma contributi sulla geologia e sull’evoluzione del territorio della Val Staffora, sulla flora spontanea dell’Oltrepò e su un prodotto simbolo come il peperone di Voghera, analizzato tra scienza, tradizione e nutraceutica. Dopo un momento conviviale curato dagli studenti dell’istituto Santachiara di Stradella, il convegno proseguirà nel pomeriggio a Oliva Gessi con la sessione “Esperienze”.

Qui si parlerà di tutela archeologica e paesaggistica, del ruolo dei musei nel racconto del territorio e di esperienze legate alla valorizzazione culturale in contesti locali. Tra gli interventi anche quello dedicato al Museo Archeologico Lomellino e alle sue attività, fino alla riflessione conclusiva sul dialogo tra musei e comunità. Prima della tavola rotonda finale, sarà presentato un documentario sul “tesoretto di Oliva Gessi”, a testimonianza concreta di come la ricerca archeologica possa ancora oggi restituire storie e identità al territorio.

Il convegno rappresenta così non solo un bilancio di un progetto educativo, ma anche un’occasione per ribadire il valore dell’archeologia come strumento di conoscenza condivisa e di costruzione del futuro.

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