A Cassino Po apre la Cascina delle Esperienze, progetto tra inclusione sociale, sostenibilità e valorizzazione del territorio

BRONI A Cassino Po, frazione di Broni, nasce un nuovo spazio pensato per mettere in relazione territorio, comunità e inclusione sociale. Si chiama Cascina delle Esperienze ed è il progetto che sarà inaugurato giovedì 19 marzo nella struttura comunale situata accanto all’Enoteca Regionale della Lombardia. L’iniziativa punta a creare un luogo aperto a cittadini, imprese, scuole e associazioni, capace di unire sostenibilità, formazione, welfare e valorizzazione delle eccellenze locali.

L’apertura ufficiale si svolgerà in due momenti distinti. Alle 16 è prevista una prima fase istituzionale rivolta a enti, cooperative, scuole di formazione, associazioni e partner coinvolti nel progetto. A partire dalle 18, invece, la cascina aprirà le porte alla cittadinanza, che potrà visitare gli spazi, conoscere le attività in programma e prenotare le esperienze proposte.

Alla base dell’iniziativa c’è un contratto di rete che riunisce imprese, realtà sociali e associazioni con l’obiettivo di costruire un ecosistema capace di far dialogare economia, comunità e territorio. L’idea non è quella di creare soltanto una struttura agricola o una location per eventi, ma un progetto più ampio capace di generare valore condiviso e produrre un impatto positivo sul territorio.

«Sono fiero di quello che, grazie al lavoro instancabile del mio socio Paolo Cereda e di tutte le altre persone coinvolte nel progetto, stiamo creando – afferma Edoardo Stoppa, presidente della Cascina delle Esperienze – vale a dire un luogo unico dove finalmente l’uomo, la sua storia e l’ambiente fondano un continuum che ha lo scopo di riscoprire e rivalutare una esistenza sana e positiva».

La cascina si propone come uno spazio esperienziale capace di ospitare attività molto diverse tra loro. Sono previsti percorsi dedicati alle aziende sui temi del welfare e della responsabilità sociale, attività per famiglie e cittadini, momenti formativi legati all’enogastronomia e alla sostenibilità, oltre a spazi dedicati all’ospitalità e alla promozione dei prodotti locali. Le esperienze spaziano dai laboratori di cucina tradizionale, con la preparazione di ravioli, torte e focacce, alle attività dedicate al vino e all’olio, fino alle iniziative nell’orto coltivato con tecniche “no dig”, che preservano la struttura del suolo e la microfauna. Non mancheranno percorsi alla scoperta del mondo delle api e iniziative pensate per favorire una riconnessione con la natura, il cibo e una dimensione di benessere personale e collettivo.

Il progetto prevede anche una componente di accoglienza con foresteria e locanda, concepite come parte integrante dell’esperienza e sviluppate secondo una logica di economia circolare, attraverso il recupero e la rigenerazione degli arredi.
La gestione sarà affidata alla cooperativa sociale CO.CO.BIO, con l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo di persone con fragilità e promuovere un modello di sviluppo inclusivo. Accanto a questa realtà opererà la cooperativa sociale agricola Welfare Farm, fattoria didattica riconosciuta da Regione Lombardia, che nel parco si occupa della manutenzione del verde, della produzione agricola e della realizzazione di prodotti da forno e pasta fresca, coinvolgendo persone con disabilità o fragilità in percorsi di inserimento lavorativo.

“La mia gioia più grande – spiega Juliana Moreira, presidente della cooperativa sociale CO.CO.BIO – è vedere la felicità dei ragazzi e delle ragazze della cooperativa sociale mentre danno il loro contributo per far crescere la Cascina. Lavoreremo affinché questo luogo diventi la loro seconda casa».

Un elemento significativo del progetto riguarda anche il rapporto con l’Enoteca Regionale della Lombardia, già presente nella struttura di Cassino Po. L’obiettivo è costruire una proposta integrata capace di rafforzare il ruolo dell’area come porta di accesso all’Oltrepò Pavese e come punto di riferimento per la promozione delle tradizioni e delle eccellenze locali.
«Per il territorio si apre una fase nuova – sottolinea Giorgio Allegrini, presidente dell’Enoteca Regionale della Lombardia – resa possibile da un lavoro condiviso che ha saputo tradursi in una progettualità solida e ben strutturata. Quello che si compie oggi è insieme un traguardo importante e l’inizio di un percorso da costruire e far crescere nel tempo».

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Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. «L’apertura della Cascina delle Esperienze – osserva il sindaco di Broni Antonio Riviezzi – rappresenta un passaggio importante per la città perché restituisce piena prospettiva a uno spazio comunale che avevamo immaginato come luogo di incontro tra territorio, formazione, promozione delle eccellenze e inclusione sociale».
L’obiettivo dichiarato è quello di costruire nel tempo un laboratorio permanente di buone pratiche, in cui filiera corta, biodiversità, tradizioni gastronomiche e welfare aziendale possano convivere all’interno di un modello di impresa sociale capace di coinvolgere comunità, imprese e istituzioni.

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Tra le direttrici del progetto ci sono anche l’attenzione alla sostenibilità ambientale, l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, la valorizzazione delle produzioni locali e il recupero dei saperi agricoli. Accanto a queste attività, la cascina punta a sviluppare un’offerta rivolta a pubblici diversi: aziende interessate a percorsi ESG e team building, famiglie e cittadini alla ricerca di esperienze legate alla cucina e alla natura, scuole e realtà formative interessate a corsi e seminari su enogastronomia e sostenibilità.
Con spazi che comprendono bottega, cucina, laboratori, orto, enoteca, foresteria e locanda, la Cascina delle Esperienze si propone quindi come un nuovo punto di riferimento per il territorio, con l’ambizione di coniugare accoglienza, educazione, sostenibilità e inclusione sociale in un unico progetto.

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