PONTE NIZZA – Gazze e corvi devastano la frutticoltura della Valle Staffora. In alcune aziende il raccolto di mele, uva e susine risulta completamente compromesso se non addirittura nullo: questi uccelli beccando e danneggiando i frutti per dissetarsi e per mangiare. Colpa della siccità degli ultimi tre mesi. Gazze e corvi causano perdite economiche significative agli agricoltori, che spesso lamentano danni cronici difficili da coprire con i risarcimenti. Un problema avvertito lungo tutta la Valle Staffora senza distinzione: i corvidi stanno rovinando tutte le colture. Una presenza negli ultimi anni tornata in maniera prepotente, mettendo in difficoltà i produttori, già alle prese con annate critiche per via delle condizioni meteoclimatiche. Sono principalmente gazze e ghiandaie che non disdegnano la frutta, anzi, sono anche selettivi, perché scelgono, i frutti più pregiati. Infatti, gli uccelli per stare più al sicuro planano sui rami apicali, dove si trovano i frutti migliori, e riescono a beccare i frutti rendendoli non idonei al mercato e addirittura in molti casi facendo marcire il frutto intero. Si fa portavoce della grave situazione che è stata riscontrata in questi giorni Aldo Agosti, dell’azienda agricola ‘Valle Nizza’ di Ponte Nizza.
“L’estate particolarmente siccitosa con poche e sporadiche piogge ha favorito l’attacco ai frutteti, prossimi alla maturazione, da parte soprattutto di ghiandaie e di corvi. Le popolazioni di questi uccelli – spiega Agosti – in questi ultimi anni trovando nel nostro territorio, ricco di boschi e inframmezzato da frutteti di ciliegio, susine e peschi e soprattutto meleti, un habitat ideale per riprodursi indisturbati. L’entità dei danni è veramente notevole su tutte le specie frutticole. Compresa la vite, arrivando anche alla perdita totale del raccolto”. Questo è quanto denunciano i pochi frutticoltori rimasti in Valle Staffora. “Confidiamo nell’indennizzo da parte della Regione – dice ancora Agosti – per far fronte alle tante spese sostenute per la coltivazione. Spese accentuate anche da tanti altri eventi e fattori negativi, verificatesi soprattutto in primavera con l’eccessiva pioggia che in alcuni casi ha fatto letteralmente cadere i fiori che stavano germogliando. A Regione Lombardia va comunque riconosciuto il merito di concedere puntualmente gli indennizzi a favore degli agricoltori a copertura parziale dei danni causati alle coltivazioni da parte sia degli ungulati presenti sul territorio che della selvaggina”.