La chiusura del ponte di Bressana approda in parlamento: si chiedono più corse per i pendolari

BRESSANA BOTTARONE Approda in Parlamentoi a Roma la chiusura del ponte di Bressana. E mentre i pendolari lamentano una situazione ancora al limite con i bus diretti verso Milano e Voghera super affollati e al limite della sopravvivenza, una deputata del Pd chiama in causa il ministro dei trasporti Matteo Salvini per segnalare le forte criticità che si stanno verificando ormai da alcuni giorni. La deputata Pd Antonella Forattini chiama infatti in causa il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini con un’interrogazione che chiede soluzioni in tempi rapidi e certi.

“I lavori infrastrutturali sul ponte ferroviario tra Cava Manara e Bressana Bottarone – denuncia Forattini -, con la chiusura del collegamento ferroviario fino al 30 agosto 2025, sta generando forti criticità, soprattutto tra Pavia e Voghera, con pesanti ricadute anche sulla circolazione dei treni a lunga percorrenza e interregionali sulla tratta Genova-Milano”. E ancora: “Agli eventi critici che si sono verificati nei giorni scorsi, si somma una gestione complicata del servizio sostitutivo e della prenotazione dei biglietti, con tempi di percorrenza che sono arrivati fino a 12 ore per un viaggio di andata e ritorno sulla tratta Genova-Milano”.

Nell’interrogazione, la deputata dem chiede al Ministro Salvini di attivarsi con urgenza, in raccordo con le regioni Piemonte e Lombardia, con Rfi e con Trenord, per mettere in campo nuove misure che affrontino con determinazione e continuità le criticità emerse, coinvolgendo anche le rappresentanze dei pendolari e degli enti locali. Chiede inoltre di incrementare le misure compensative a favore degli utenti coinvolti, potenziando in particolare i servizi sostitutivi, oltre a mettere in atto ogni azione utile per anticipare il ripristino del servizio ordinario sulla tratta, “garantendo” commenta Forattini “standard minimi di affidabilità, sicurezza e dignità del trasporto ferroviario”.

Sulla chiusura completa del ponte per il transito dei treni scende in campo anche Nicola Di Marco (Capogruppo M5s Lombardia): «Farneticano di unire Sicilia e Calabria, hanno finito per dividere la Lombardia dalla Liguria. La cosa incredibile non sono i cantieri, necessari, ma la totale assenza di programmazione, soluzioni alternative e misure compensative per i viaggiatori. Non solo, l’ultima presa in giro di Regione Lombardia ai pendolari, dopo la buona uscita da un milione e duecentomila euro versata all’ex AD di Trenord, è l’aumento dei costi delle tariffe”.

Ma nel frattempo anche i pendolari lamentano una situazione al limite. Franco Aggio, portavoce di Mimoal, il Movimento dei pendolari della tratta Miano-Mortara, ma che monitora l’intero panorama del trasporto ferroviario provinciale sottolinea: “La situazione è ancora problematica. I bus al mattino verso Pavia e Milano e anche al ritorno verso Voghera sono super affollati. Come se non bastasse le continue soppressioni sulla S13 (la linea di Trenord diretta da Pavia a Milano) non aiutano certo”.

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