Peste Suina Africana, la Lombardia tiene alta la guardia: controlli, indennizzi e nuove misure per proteggere il comparto suinicolo

VARZI La Peste Suina Africana resta una minaccia concreta per il comparto suinicolo lombardo, nonostante l’assenza di focolai negli allevamenti dalla fine del 2024. A fare il punto sulla situazione è stato oggi l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, intervenuto in audizione presso la Commissione Agricoltura del Consiglio regionale.

Nel suo intervento, Beduschi ha evidenziato come la Lombardia abbia affrontato l’emergenza con tempestività, grazie alla responsabilità degli allevatori, all’applicazione rigorosa delle misure di biosicurezza e a un’intensa campagna di contenimento del cinghiale selvatico, principale vettore del virus. “Un risultato importante – ha sottolineato – ma che non consente alcun rilassamento, soprattutto in questa fase di piena attività agricola, in cui aumenta il rischio di diffusione attraverso le carcasse infette presenti nei campi”.

Dall’inizio del 2025 sono stati eseguiti oltre 430 controlli negli allevamenti e circa 8.000 analisi di laboratorio. Sul fronte del contenimento faunistico, si contano più di 6.300 abbattimenti di cinghiali, insieme a una capillare attività di ricerca di carcasse tramite cani molecolari e alla chiusura di oltre 160 varchi autostradali per contenere la mobilità dell’animale. Secondo i dati aggiornati, queste azioni hanno prodotto una significativa riduzione della popolazione di cinghiali, in particolare nelle aree più esposte come l’Oltrepò Pavese, la provincia di Lodi e il Parco del Ticino.

Un passaggio importante è stato il superamento della fase emergenziale grazie al nuovo Piano strategico nazionale per il controllo e l’eradicazione della PSA, coordinato dal Commissario Giovanni Filippini, che ha introdotto un approccio strutturato e multilivello. Beduschi ha annunciato che nei prossimi giorni sarà pubblicata una nuova ordinanza applicativa che renderà obbligatorie per tutte le Regioni le misure del Piano.

Sul fronte economico, l’assessore ha illustrato il quadro degli indennizzi. Nel 2024 la Regione Lombardia ha erogato 25,3 milioni di euro per i danni diretti causati ai suinicoltori, di cui 18,4 milioni nella provincia di Pavia e 6,9 tra Milano e Lodi. Queste procedure sono ora chiuse, in quanto non si sono più registrati casi negli allevamenti domestici.

Più complesso resta il tema dei danni indiretti causati dalle restrizioni sanitarie imposte dall’Europa. Per queste misure, la Regione ha stanziato 27,7 milioni di euro da fondi statali, di cui 8,5 già liquidati e il resto in arrivo entro la fine dell’estate. A questa cifra si aggiungeranno ulteriori 10 milioni previsti da un nuovo decreto del Ministero dell’Agricoltura, pubblicato ieri.

“La PSA è una minaccia concreta per un comparto strategico come quello suinicolo – ha concluso Beduschi –. Abbiamo saputo rispondere con fermezza e concretezza, ma il virus è ancora in circolazione. Serve che tutti continuino a fare la propria parte, istituzioni e operatori, per tutelare un patrimonio economico, sociale e produttivo fondamentale per la Lombardia”.

(Fonte Lombardia notizie)

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