Già due i casi di peste suina che sono stati riscontrati in Oltrepo: dopo Bagnaria, Ponte Nizza

VARZI – Anche la carcassa di cinghiale rinvenuta a pochi metri dal torrente Staffora, nel territorio comunale di Ponte Nizza è risultata infetta da peste suina africana. Salgono dunque a due i casi accertati in Lombardia: entrambi in Valle Staffora. La conferma è arrivata nella tarda serata di venerdì dal Centro di referenza presso l’Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche “Togo Rosati” a Perugia. Dopo questo secondo caso accertato Ats Pavia ha deciso di limitare nuovamente il permesso della raccolta di funghi e tartufi solo per i residenti, proprietari e affittuari di case e boschi nelle zona di ‘Restrizione II’.

Dunque, dopo che le analisi avevano dato esito positivo sul cinghiale rinvenuto in località Torretta di Bagnaria, ora c’è la conferma anche per l’altro animale ritrovato a ridosso del mulino di Cecima ma, per pochi metri, già in comune di Ponte Nizza. Sale dunque la preoccupazione tra i sindaci, gli agricoltori e i cacciatori perchè due casi accertati fanno temere che la peste suina si stia propagando velocemente anche nel territorio oltrepadano. Notizie ufficiose, visto che i casi sono aumentati nel giro di pochi giorni, parlano di un possibile ampliamento della zona di ‘Restrizione II’ cioè la zona rossa dove la peste suina è già una realtà.

Le aree sotto osservazione in quanto zona rossa sottoposta a “Restrizione II” sono attualmente: Ponte Nizza, Bagnaria, Brallo di Pregola, Menconico, Zavattarello, Romagnese, Varzi, Val di Nizza, Santa Margherita di Staffora, Cecima, Colli Verdi (la località di Valverde). In base agli studi che avrebbero dimostrato come la peste suina viaggia attraverso i cinghiali di 80 metri al giorno e in considerazione inoltre che viene considerata zona rossa l’area con una distanza di circa 10 chilometri dal ritrovamento di cinghiali infetti, è plausibile che nei prossimi giorni possa essere allargata la zona di ‘Restrizione II’ ai comuni di Godiasco e Rivanazzano e addirittura non si esclude che Retorbido e anche Voghera possa entrare nella fascia di ‘Restrizione I’ in quanto ormai prossime alle aree infette.

Intanto ieri pomeriggio Regione Lombardia e Ats sono tornate sui propri passi revocando la deroga per la raccolta dei funghi negli 11 comuni compresi in zona rossa. In una nota inviata ai comuni e alla Comunità montana, Ats Pavia informa che “A seguito dell’accertata circolazione virale nel territorio dell’Oltrepo pavese, si rende necessaria l’applicazione delle misure dall’ordinanza firmata il 6 giugno dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, consentendo la raccolta di funghi e tartufi solamente ai residenti, proprietari o affittuari di seconde case, proprietari o affittuari di boschi situati nei comuni in zona rossa, nella scrupolosa osservanza delle misure di biosicurezza previste”.

Di fatto è stato revocato il permesso che era stato firmato ilo 14 giugno scorso che consentiva a tutti di andare per funghi. Non va dimenticato che vige l’obbligo anche per i residenti che possono recarsi nei boschi di cambiare le scarpe e disinfettarle prima di uscire dai sentieri per evitare la possibile diffusione della peste suina che pur non colpendo l’uomo, può essere veicolata tramite suole e gomme di biciclette.

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