Nascerà a Varzi il museo multimediale dell’Appennino Pavese

VARZI – Il rilancio turistico di Varzi, capitale dell’alta valle Staffora, passa anche attraverso la ristrutturazione del Casone, un edificio che in passato era utilizzato come Corpo di Guardia della Via del Sale. Con un investimento di oltre 500mila euro la struttura sarà trasformata in un museo multimediale dell’Appennino. Ma non solo: il Casone verrà collegato alla Torre Mangini recentemente donata al comune dai fratelli Mazza Galanti, permettendo così ai turisti di poter visitare con un unico accesso il futuro museo multimediale e la torre dalla cui cima è possibile dominare il centro storico di Varzi ed un paesaggio mozzafiato.

Questo sarà possibile infatti grazie alla riapertura della porta che collegava le due strutture e che fu murata negli anni novanta quando il Casone fu donato al comune di Varzi. La opere per la realizzazione del primo museo interamente multimediale dell’Oltrepo pavese nel borgo di Varzi sono state avviate nei mesi scorsi. E ora nel progetto si inserisce l’importante collegamento con la Torre Mangini che di fatto offrirà un’attrattiva maggiore per i visitatori.

Il museo si inserisce in un complesso sistema di interventi di valorizzazione del patrimonio storico e culturale che, grazie al coordinamento della Comunità montana dell’Oltrepo Pavese, permetterà di restituire alla cittadinanza e rendere fruibili i tesori Medievali dell’Appennino Lombardo individuati da Regione Lombardia e dall’Agenzia per la Coesione territoriale nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne. Un progetto articolato che, oltre al Casone di Varzi, congiungerà realtà da riscoprire come il Torrione Fieschi Doria di Bagnaria, la Fornace Romana di Massinigo, il Castello di Verde, ma anche tesori noti e già accessibili come il Castello Dal Verme di Zavattarello.

“Stiamo costruendo un unico sistema territoriale che, unito alle realtà esistenti ed ai tesori riscoperti, permetterà di far immergere il visitatore lungo una linea del tempo dell’Oltrepò montano – dichiara Giovanni Palli, sindaco di Varzi – che in modo innovativo e non tradizionale permetterà di far riscoprire il nostro territorio crocevia di storia, culture e popoli. Ringrazio fin d’ora – prosegue Palli – tutte le associazioni e gli studiosi che stanno e saranno chiamati a portare il loro contributo e tenere viva la memoria storica del nostro territorio. Abbiamo ingaggiato la sfida di realizzare il primo museo interamente multimediale dell’Oltrepò – commenta ancora il sindaco Palli – grazie a soluzioni tecnologiche di primo livello ed una narrazione, storica ed artistica, che permetterà di realizzare un percorso completamente immersivo per visitatori ed appassionati alla scoperta dell’Appennino Lombardo”.

Rispondi