BRALLO DI PEGOLA – Quaranta castagni del Brallo saranno presto inseriti tra gli alberi monumentali della Regione Lombardia. Le terre alte dell’Oltrepò Pavese si confermano custodi di una memoria millenaria e di un paesaggio da rigenerare. Ha riscosso uno straordinario successo di pubblico la giornata di domenica, inserita nel calendario delle Giornate Europee del Patrimonio (promosse dal Ministero della Cultura) e incentrata sul recupero e la valorizzazione del patrimonio boschivo e dei castagneti storici. L’evento intitolato “Un futuro per i nostri castagni secolari. La lezione di Ettore Bozzolo”, ha richiamato più di cento partecipanti, giunti non solo dalla Lombardia, ma anche dal Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria.
A fare gli onori di casa il sindaco Piergiacomo Gualdana, seguito dall’intervento di Giovanni Palli, presidente della Provincia. Nel corso dell’introduzione è emerso con forza il valore strategico della montagna e delle aree interne. In prima fila l’architetto Renata Demartini, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Monza-Brianza e Pavia, che ha fortemente voluto e curato l’appuntamento in qualità di responsabile per la tutela del paesaggio e dei monumenti dell’Oltrepò Pavese. All’incontro hanno preso parte numerose autorità locali, i Carabinieri Forestali, il presidente del Gal Oltrepò Pavese Srl e il Consorzio Forestale Alta Valle Staffora oltre ai proprietari dei castagneti. Era presente una delegazione d’eccezione: i custodi dei castagneti di Viola Castello (CN), con Ettore e Sandro Bozzolo. Nel corso del dibattito è emerso un dato di straordinario rilievo, che è anche un forte monito: nella zona sono più di 40 castagni che si apprestano a essere ufficialmente inseriti tra gli alberi monumentali riconosciuti da Regione Lombardia, con un’età stimata tra i 400 e i 900 anni.
Tuttavia, è stato ribadito con forza che il solo riconoscimento istituzionale, se resta confinato sulla carta, non basta. Abbandonati da decenni, questi giganti centenari hanno urgente bisogno di interventi di manutenzione straordinaria e di cure costanti nel tempo. Non servono azioni spot o sporadiche, ma la presenza viva di “custodi” appassionati che se ne prendano cura giorno dopo giorno, esattamente come insegna l’esperienza di Ettore Bozzolo. Ma anche delle risorse economiche per poter procedere con sistematicità sul complesso del sistema monumentale. Nella mattinata c’è stata la proiezione del documentario “Innesti”, diretto dal regista e ricercatore Sandro Bozzolo. Il film ha raccontato la straordinaria storia di Ettore Bozzolo (padre del regista e ospite d’onore della giornata): ex casellante autostradale che ha dedicato la sua vita alla salvaguardia e alla cura dei castagni monumentali nel piccolo borgo cuneese di Viola Castello. Al termine della proiezione, il confronto, arricchito dagli interventi del biologo e naturalista Dario Furlanetto (storico direttore del Parco del Ticino e del Parco dell’Adamello), di Virgilio Graneroli (ex Comandante della Stazione Forestale di Pavia) e del docente e storico Claudio Visentin, ha approfondito il legame profondo tra identità locale, turismo lento e salvaguardia attiva del paesaggio agrario. Nel pomeriggio sono stati visitati i castagneti di Bralello e di Ponti.