PAVIA È entrata nel vivo la raccolta del riso in provincia di Pavia, ma sui campi si fanno già i primi conti con gli effetti di un’estate particolarmente calda. Secondo le prime indicazioni diffuse da Coldiretti Pavia, le rese potrebbero registrare mediamente un calo del 20%, con punte più elevate nelle aree maggiormente colpite dalla combinazione tra alte temperature e carenza d’acqua.
La stima, viene precisato, è ancora provvisoria e dovrà essere verificata al termine delle operazioni di raccolta. La situazione, infatti, si presenta disomogenea sul territorio, con differenze anche significative tra una zona e l’altra. A pesare maggiormente sono state le temperature elevate durante le fasi cruciali dello sviluppo delle piante, alle quali in alcune aree si sono aggiunti problemi legati alla disponibilità di acqua.
«Si tratta di prime indicazioni, da rivedere poi a operazioni di raccolta concluse», spiega Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia, sottolineando come l’andamento della campagna sia «a macchia di leopardo». Le difficoltà climatiche si inseriscono inoltre in un quadro economico già complesso per il comparto risicolo, caratterizzato dall’aumento dei costi di produzione e, secondo Coldiretti, da una forte riduzione dei prezzi riconosciuti ai produttori, indicata in oltre il 50%.
A preoccupare l’organizzazione agricola è anche la concorrenza delle importazioni. Coldiretti Pavia denuncia infatti l’aumento dell’arrivo di prodotto straniero e chiede maggiore reciprocità negli accordi commerciali, sostenendo che alle produzioni provenienti da Paesi terzi debbano essere applicati standard comparabili a quelli richiesti agli agricoltori europei.
«L’Europa non può continuare a spalancare le porte al riso asiatico a dazio zero», afferma Garavaglia, richiamando anche le differenze, secondo Coldiretti, negli standard produttivi e ambientali. L’organizzazione chiede quindi un rafforzamento dei controlli sull’origine del riso e misure in grado di sostenere il reddito delle aziende agricole, insieme a contratti di filiera capaci di garantire prezzi considerati equi ai produttori.
Secondo i dati citati da Coldiretti Pavia, gli arrivi di riso straniero sono aumentati del 19% nella campagna commerciale 2025-2026. Da qui la richiesta di fermare nuovi accordi commerciali che possano favorire ulteriormente l’ingresso sul mercato europeo di produzioni provenienti da Paesi con regole differenti. Tra i dossier indicati dall’organizzazione c’è anche l’accordo commerciale in discussione con la Thailandia.
Sul fronte del sostegno alle famiglie e della valorizzazione della produzione nazionale, Coldiretti Pavia chiede inoltre l’attivazione del bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà. L’organizzazione sollecita infine un maggiore utilizzo degli strumenti di controllo disponibili per contrastare frodi e triangolazioni commerciali, citando tecniche come la risonanza magnetica, la mappa genomica e la mappatura isotopica.
Intanto nei campi del Pavese la raccolta prosegue e sarà necessario attendere la conclusione delle operazioni per avere un quadro definitivo dell’annata. Le prime stime indicano però già una stagione segnata dalle temperature elevate e dalla disponibilità d’acqua, in un comparto che si trova a fare i conti contemporaneamente con le difficoltà climatiche e con una situazione economica e commerciale sempre più complessa.