Il Peperone di Voghera protagonista in Piazza Duomo: storia e identità si incontrano

VOGHERA – Piazza Duomo ha accolto ieri la sesta edizione della Sagra del Peperone di Voghera, una giornata dedicata a uno dei prodotti più rappresentativi della tradizione agricola e gastronomica della città. Per tutta la giornata cittadini, famiglie, curiosi, appassionati di enogastronomia e produttori si sono ritrovati nel cuore di Voghera per celebrare una coltivazione che negli anni è stata recuperata e rilanciata, fino a diventare Presidio Slow Food.

La manifestazione ha rappresentato anche un momento di incontro tra istituzioni, produttori, associazioni, mondo della scuola e realtà del territorio, unite dall’obiettivo di valorizzare una varietà che appartiene alla storia agricola di Voghera e che oggi punta a conquistare nuovi spazi.

«La sesta edizione della Sagra del Peperone di Voghera è stata un bellissimo momento di comunità – ha dichiarato la sindaca di Voghera Paola Garlaschelli –. Il Peperone di Voghera non è soltanto un’eccellenza agricola e un Presidio Slow Food, ma rappresenta una storia recuperata, custodita e rilanciata grazie al lavoro di tante persone che hanno creduto nella possibilità di restituire valore a una tradizione della nostra città. La partecipazione di produttori, associazioni, istituzioni, studenti e cittadini dimostra quanto sia importante fare squadra per valorizzare le nostre radici e trasformarle in nuove opportunità per il territorio».

All’inaugurazione erano presenti, insieme alla sindaca Garlaschelli, l’assessore al Commercio e alla Promozione del territorio Martina Fariseo, il presidente della Provincia di Pavia Giovanni Palli, l’assessora regionale Elena Lucchini, il dirigente scolastico dell’Istituto tecnico agrario Carlo Gallini Enrico Sartori e gli assessori comunali Michele Calabrò e Federico Taverna.

Proprio l’assessora regionale Elena Lucchini ha sottolineato il valore storico e culturale della coltivazione, ricordando il percorso che ha permesso al peperone di Voghera di tornare protagonista. «Nel cuore della nostra città, la sesta edizione della Sagra del Peperone di Voghera, dedicata a un’eccellenza che racchiude storia, tradizione e identità del nostro territorio. Una coltivazione che ha attraversato il tempo, ha rischiato di scomparire ed è tornata a essere patrimonio della nostra terra grazie alla passione dei produttori e a un prezioso lavoro di recupero e ricerca, al quale ha contribuito anche il nostro Istituto Tecnico Agrario Gallini. Un percorso importante, coronato dal riconoscimento come Presidio Slow Food».

Lucchini ha quindi evidenziato il valore della collaborazione tra le diverse realtà coinvolte nella manifestazione: «La giornata di oggi racconta soprattutto la bellezza di un territorio che sa fare squadra: produttori, associazioni, ristoratori e istituzioni insieme per custodire ciò che ci appartiene e trasformarlo in un’opportunità di valorizzazione per Voghera e per tutto l’Oltrepò Pavese. Complimenti a Slow Food Oltrepò Pavese, PepeVo e a tutte le realtà che continuano a dedicare passione, competenza e cura a questa nostra eccellenza».

La rinascita del Peperone di Voghera è infatti il risultato di un percorso costruito nel tempo attraverso attività di recupero, ricerca e coltivazione. Un ruolo significativo è stato svolto dal professor Teresio Nardi, dall’associazione PePeVo, presieduta da Gino Verdi, dagli Orti Sociali con Moreno Baggini, dalla Condotta Slow Food Oltrepò Pavese e dai produttori che hanno continuato a investire sulla varietà.

Alla giornata hanno preso parte anche gli studenti del Santachiara di Stradella e il team di Torrevilla, insieme ai numerosi partner che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento. Una presenza che ha rafforzato il carattere territoriale della manifestazione, mettendo in relazione il mondo agricolo con quello della formazione, della ristorazione e della promozione enogastronomica.

La sagra si inserisce così in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio agroalimentare locale. La sfida per i prossimi anni sarà quella di ampliare il numero dei produttori e le superfici coltivate, consolidare la tutela della varietà e rafforzarne la presenza sui mercati, facendo conoscere il Peperone di Voghera anche al di fuori dei confini del territorio.

Per Voghera, il peperone rappresenta quindi non soltanto una produzione agricola da preservare, ma anche uno strumento attraverso cui raccontare la storia della città, il lavoro dei suoi produttori e la capacità di un territorio di recuperare una tradizione e trasformarla in un elemento di identità e promozione.

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