VOGHERA – Sarà domenica 13 settembre, in Piazza Duomo, l’appuntamento con la sesta edizione della Sagra del Peperone di Voghera, manifestazione dedicata a uno dei prodotti più caratteristici della tradizione agricola locale. Dalle 9.30 alle 18 la città celebrerà il suo peperone con una giornata che unirà gastronomia, agricoltura, cultura del territorio e valorizzazione delle produzioni locali.
La presentazione dell’iniziativa si è svolta questa mattina a Palazzo Gounela, alla presenza del sindaco Paola Garlaschelli, dell’assessore alle Attività produttive e alla Promozione del territorio Martina Fariseo, del professor Teresio Nardi, della Condotta Slow Food Oltrepò Pavese e dei produttori che negli anni hanno contribuito al recupero e alla diffusione del Peperone di Voghera.
Non si tratta soltanto di una sagra, ma del risultato di un percorso iniziato con il recupero di un’antica varietà legata alla storia agricola della città e proseguito attraverso il lavoro di produttori, associazioni, istituzioni e appassionati. Il Peperone di Voghera è oggi anche Presidio Slow Food, un riconoscimento che ha contribuito a rafforzarne il valore e a far conoscere questa produzione oltre i confini locali.
«Questo evento rappresenta molto più di una manifestazione dedicata a un prodotto della nostra terra – ha sottolineato il sindaco Paola Garlaschelli –. È il risultato di un percorso pluriennale fatto di passione, competenza, collaborazione e riscoperta delle nostre radici». Il primo cittadino ha ricordato il contributo della Condotta Slow Food Oltrepò Pavese e del professor Teresio Nardi, ringraziando anche l’associazione PePeVo e gli Orti Sociali per il lavoro svolto nella coltivazione e nella valorizzazione della varietà.
«Voghera ha un patrimonio di tradizioni, prodotti e saperi che merita di essere conosciuto, tutelato e raccontato sempre meglio», ha aggiunto Garlaschelli, evidenziando come il peperone possa rappresentare un elemento di identità e, allo stesso tempo, uno strumento di promozione e attrattività per il territorio.
Sulla stessa linea l’assessore Martina Fariseo, che ha sottolineato il valore economico e territoriale dell’iniziativa. «Questa sagra e il riconoscimento come Presidio Slow Food sono risultati importanti perché uniscono agricoltura, commercio, promozione territoriale e cultura del prodotto», ha spiegato. Secondo l’assessore, valorizzare una produzione locale significa sostenere non soltanto gli agricoltori, ma anche la rete economica e commerciale che può svilupparsi intorno a un prodotto fortemente identitario.
Nel corso della conferenza stampa, il professor Teresio Nardi ha ripercorso le principali tappe della storia del Peperone di Voghera, dalla memoria dell’antica varietà alla ripresa delle coltivazioni, fino alla nascita della sagra e al riconoscimento come Presidio Slow Food.
Un percorso che, nelle intenzioni dei promotori, non deve però considerarsi concluso. Il prossimo obiettivo è infatti quello di aumentare le superfici coltivate e il numero di produttori coinvolti, avviando anche il percorso necessario per ottenere una tutela istituzionale a livello ministeriale.
«Ora dobbiamo guardare avanti – ha spiegato Nardi –. L’auspicio è che il Peperone di Voghera possa tornare a crescere sempre di più, non soltanto in termini di notorietà ma soprattutto nelle superfici coltivate e nel numero di produttori coinvolti». L’obiettivo indicato è quello di arrivare all’inserimento della varietà tra quelle tutelate presso il Ministero, rafforzandone ulteriormente l’identità e il legame con la città.
La tutela di una varietà locale, ha ricordato Nardi, significa anche salvaguardare una parte della storia, della biodiversità e della cultura agricola di un territorio. Ed è proprio questo il significato più ampio che la sagra vuole assumere: non una semplice celebrazione gastronomica, ma un momento di valorizzazione di una memoria agricola che negli anni è stata recuperata e riportata alla vita.
Fondamentale è stato il contributo della Condotta Slow Food Oltrepò Pavese, dell’associazione PePeVo e degli Orti Sociali, insieme ai produttori che hanno mantenuto viva la coltivazione del peperone e contribuito alla sua conoscenza.
Domenica 13 settembre Piazza Duomo sarà quindi il punto d’incontro per conoscere da vicino il Peperone di Voghera, incontrare i produttori, scoprire le realtà impegnate nella sua valorizzazione e degustare un prodotto che racchiude nel nome stesso il legame con la città. Una giornata che guarda alla tradizione, ma anche al futuro, con l’ambizione di trasformare un’antica varietà agricola in una sempre più riconoscibile risorsa per Voghera e per il suo territorio.