Vendemmia in Oltrepò Pavese, Coldiretti: “Serve al più presto un Piano Strategico Nazionale”

TORRICELLA VERZATE La vendemmia in Oltrepò Pavese è arrivata a un momento cruciale e, mentre i viticoltori stanno completando la raccolta delle uve bianche e avviando quella delle varietà rosse, Coldiretti Pavia torna a chiedere un intervento strutturale per sostenere il futuro del comparto vitivinicolo.

A lanciare l’appello è Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia, che sottolinea la necessità di arrivare rapidamente a un Piano Strategico Nazionale del settore vitivinicolo, costruito attraverso il confronto diretto con le aziende agricole e capace di tradursi in interventi concreti sui territori.

La raccolta delle uve nell’Oltrepò, secondo le previsioni dell’organizzazione agricola, potrebbe concludersi nella prima decade di settembre, condizioni meteorologiche permettendo. Solo al termine della vendemmia sarà possibile disporre di dati più precisi sulla produzione, in un’annata caratterizzata dal forte caldo e dalla scarsità d’acqua.

Il settore vitivinicolo sta affrontando una fase particolarmente complessa, condizionata non soltanto dagli effetti del cambiamento climatico, ma anche dall’aumento dei costi di produzione e dal rallentamento della domanda. Per Coldiretti Pavia diventa quindi necessario adottare una strategia di lungo periodo che permetta alle aziende di mantenere la propria competitività in un mercato sempre più difficile.

Tra le priorità indicate figurano la promozione del consumo consapevole e dell’enoturismo, il rilancio dei consumi e della cultura del vino, insieme a maggiori investimenti nella ricerca e nella gestione del rischio per affrontare gli effetti del cambiamento climatico. L’organizzazione chiede inoltre maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e un rafforzamento della promozione del vino italiano sui mercati internazionali.

In questo scenario, l’Oltrepò Pavese rappresenta secondo Coldiretti Pavia un territorio strategico. Con la più grande superficie vitata della Lombardia e la terza a livello nazionale, l’area può diventare un laboratorio per nuovi modelli di sviluppo fondati sulla qualità, sulla sostenibilità, sull’enoturismo e sull’innovazione.

Al centro delle politiche per il comparto, sottolinea Garavaglia, dovranno esserci la valorizzazione del territorio e la redditività delle imprese agricole. L’obiettivo non è ricorrere soltanto a misure emergenziali, ma mettere in campo azioni concrete capaci di rafforzare il posizionamento del vino italiano sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale.

Per Coldiretti Pavia, la fase di difficoltà che sta attraversando la vitivinicoltura può dunque diventare l’occasione per costruire una strategia condivisa e duratura, in grado di accompagnare le imprese verso le nuove sfide del mercato e del cambiamento climatico.

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