Tre pensionati ripuliscono le sorgenti dello Staffora a Pian del Poggio

SANTA MARGHERITA DI STAFFORA – C’è un nuovo gioiello da riscoprire sulle pendici del Monte Chiappo, e il merito è tutto di chi la propria terra continua ad amarla, a proteggerla e a custodirla con fatti concreti. In una fresca mattinata d’agosto, il gruppo di instancabili pensionati della zona ha impugnato decespugliatori, rastrelli e cesoie per liberare dai rovi la fonte originaria del torrente Staffora, trasformandola nel giro di pochissimo tempo in una delle mete più apprezzate e frequentate dai turisti di questo scorcio di fine estate. La squadra non ha intenzione di fermarsi. Dopo aver ridato splendore soltanto poche settimane fa all’antica edicola votiva di Sant’Anna sul Monte Bagnolo, i “pensionati-eroi” di Pian del Poggio sono tornati ufficialmente in azione. Giorgio Gulminelli, Gabriele Detti, Oscar Lanati hanno messo a segno un altro prezioso colpo contro il degrado e l’abbandono, restituendo all’intera comunità dell’Appennino Pavese un vero e proprio simbolo del territorio.

Lungo il suggestivo percorso che sale da Pian del Poggio verso la vetta del Monte Chiappo, un tracciato facilmente percorribile sia a piedi che sfruttando la seggiovia, giaceva infatti mezza soffocata dalla vegetazione un’antica edicola in pietra dotata di fontana. Un monumento umile ma fondamentale, testimone silenzioso del punto esatto in cui nasce il corso d’acqua che dà il nome all’intera valle e che, lungo i suoi 60 chilometri di corsa verso il Po, ne definisce da secoli storia, agricoltura ed economia. Quello portato a termine dagli amici di Pian del Poggio è molto più di un semplice lavoro di manutenzione green: è un profondo gesto di cura civica che riannoda i fili con la memoria storica locale. In questi snodi di montagna, un tempo, le strutture monastiche e i punti d’acqua garantivano ristoro, sicurezza e protezione ai viandanti e ai mercanti che percorrevano la mitica Via del Sale, il percorso che racchiude miti e favole mai narrate.

Ridare luce e decoro a questa fonte significa letteralmente rispolverare le radici geografiche e culturali dell’intera comunità montana. I riscontri pratici non si sono fatti attendere. Grazie a questa meticolosa opera di bonifica e al ripristino del camminamento, la sorgente è oggi facilmente raggiungibile attraverso un sentiero ben visibile, sicuro e ripulito da erbacce e sterpaglie. L’area si è già trasformata in una gettonatissima tappa per i tanti villeggianti ed escursionisti che in questi giorni affollano la frazione nel comune di Santa Margherita di Staffora, dimostrando come la passione di pochi cittadini possa diventare un volano d’oro per la valorizzazione del turismo locale.

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