VAL DI NIZZAPavia si conferma la capitale lombarda dell’agricoltura biologica. Con circa 550 aziende agricole certificate e oltre 20 mila ettari coltivati secondo il metodo biologico, il territorio provinciale mantiene il primato regionale, rappresentando quasi il 35% delle imprese bio lombarde e circa la metà dell’intera superficie coltivata a biologico in Lombardia.
I dati sono stati illustrati nel corso del convegno “Il biologico in Provincia di Pavia: dati, prospettive e buone pratiche”, organizzato da Coldiretti Pavia a Val di Nizza in occasione della chiusura dell’Assemblea Provinciale 2026. L’iniziativa ha richiamato numerosi imprenditori agricoli provenienti da tutto il territorio pavese, non soltanto quelli attivi nel comparto biologico, settore che continua a rappresentare una delle eccellenze dell’agricoltura locale pur restando una nicchia rispetto all’intero sistema produttivo provinciale.

“La gestione del biologico è più impegnativa sia dal punto di vista burocratico sia per quanto riguarda le ore di lavoro necessarie – ha spiegato la presidente di Coldiretti Pavia Silvia Garavaglia –. Per questo il sostegno pubblico è determinante. Come Coldiretti stiamo lavorando anche alla nascita di un marchio nazionale del biologico italiano che sarà presto presentato dal Ministero dell’Agricoltura”.
Dopo Pavia, le province lombarde con il maggior numero di aziende biologiche risultano Brescia con 297 imprese e Mantova con 223. Un dato che evidenzia il peso specifico del territorio pavese nel panorama regionale e nazionale del settore.
Secondo Coldiretti, la forte vocazione biologica della provincia è strettamente legata alla conformazione del territorio e alla varietà delle produzioni agricole. Nell’Alto Oltrepò montano trovano spazio coltivazioni di foraggi, cereali, frutta e ortaggi, allevamenti bovini da carne e da latte, aziende caprine specializzate nella produzione di formaggi, apicoltura biologica e coltivazioni di piante aromatiche come lavanda, timo e rosmarino destinate alla produzione di oli essenziali. Nell’Oltrepò collinare predominano invece foraggi, cereali e vigneti, con diverse aziende impegnate anche nella vinificazione biologica. In pianura il bio è meno diffuso ma continua a essere presente soprattutto nelle coltivazioni di cereali, soia e foraggi.

La scelta di organizzare l’assemblea provinciale proprio nell’Alto Oltrepò non è stata casuale. “Questa zona rappresenta la culla del biologico pavese – ha sottolineato Garavaglia –. Abbiamo voluto fare il punto sulla situazione attuale e offrire una riflessione sulle prospettive future di un settore che coinvolge trasversalmente tutte le realtà agricole del nostro territorio”.
Al convegno ha partecipato anche Francesco Giardina, responsabile nazionale di Coldiretti Bio, che ha evidenziato la crescita costante del comparto a livello nazionale. “L’Italia ha già raggiunto il 20% di aziende biologiche e si sta avvicinando rapidamente all’obiettivo del 25% fissato dall’Unione Europea entro il 2030. Più lenta, invece, è la crescita dei consumi interni di prodotti biologici, che si attestano attualmente intorno al 3%”.
L’Assemblea Provinciale di Coldiretti ha rappresentato anche un momento di confronto sulle principali difficoltà che il mondo agricolo si trova ad affrontare. Tra queste, l’aumento dei costi di produzione continua a rappresentare una delle criticità più rilevanti. “È importante che le aziende investano nel biologico per rispondere sempre meglio alle richieste dei consumatori – ha concluso Garavaglia – ma è fondamentale che tutto il lavoro svolto dagli agricoltori venga adeguatamente riconosciuto dal punto di vista economico, soprattutto in una fase storica caratterizzata da costi sempre più elevati”.