VOGHERA Si è concluso nei giorni scorsi il primo ciclo del progetto “Educare per la legalità”, iniziativa pilota promossa dal Rotary Distretto 2050 in collaborazione con i club del Gruppo Longobardo e realizzata con il supporto dell’U.E.P.E. di Pavia, della Casa Circondariale di Voghera, della Comunità San Pietro e della Cooperativa 381 di Moreno Baggini.
Il progetto ha coinvolto detenuti e ospiti di strutture di accoglienza in un percorso formativo dedicato alla conoscenza delle regole fondamentali della convivenza civile e alla responsabilizzazione personale.
Nel corso delle attività sono state affrontate diverse tematiche giuridiche, dal diritto penale a quello civile, passando per il diritto del lavoro e altri aspetti legati alla vita quotidiana e ai percorsi di reinserimento sociale.
Gli incontri, guidati dagli avvocati Ilaria Sottotetti e Branzoli, hanno visto una partecipazione attenta e costante da parte dei partecipanti, che hanno anche contribuito a orientare gli argomenti trattati con le proprie domande ed esperienze.
Secondo Anna Bruni, referente del progetto, sono state oltre trenta le persone coinvolte all’interno del carcere di Voghera e circa venti quelle seguite nella Comunità San Pietro.
La risposta positiva e l’interesse dimostrato hanno confermato la validità dell’iniziativa, che infatti verrà riproposta. Durante l’ultimo incontro sono stati consegnati gli attestati di partecipazione, alla presenza dei rappresentanti del mondo rotariano locale, e non è mancata la richiesta da parte dei partecipanti di proseguire e approfondire ulteriormente il percorso formativo.
Il progetto si inserisce nel quadro dei principi dell’articolo 27 della Costituzione italiana, che prevede che le pene debbano tendere alla rieducazione del condannato, con l’obiettivo di favorire percorsi di consapevolezza e reinserimento sociale, soprattutto per persone coinvolte in situazioni di fragilità e dipendenza, con conseguenze sia legali sia sanitarie.
Grande soddisfazione è stata espressa anche da Michele Branzoli del Rotary Club Ticinum, che ha sottolineato la partecipazione attiva dei detenuti e il valore della collaborazione tra i diversi club del territorio.
Parole di apprezzamento sono arrivate anche dalla direttrice della Comunità San Pietro, Mara Lavezzati, che ha evidenziato l’importanza di un percorso formativo strutturato sui temi del diritto pubblico, amministrativo, penale e di famiglia, auspicando la continuità del progetto come modello di intervento sul territorio dell’Oltrepò Pavese.
Anche Moreno Baggini, in rappresentanza della Cooperativa 381 e degli Orti Sociali, ha ribadito il valore sociale dell’iniziativa, sottolineando l’importanza di offrire strumenti concreti per favorire il reinserimento e la crescita personale dei partecipanti attraverso la cultura della legalità
L’appuntamento è ora al prossimo anno rotariano, con l’auspicio di dare continuità al progetto e ampliare ulteriormente il numero dei destinatari coinvolti in un percorso che punta a un cambiamento reale e condiviso.