Intervista al neo vice sindaco di Voghera Michele Calabrò: “Nuovi spazi e campi per i giovani”

VOGHERA –  Michele Calabrò, un volto nuovo come vice sindaco di Voghera. Da dove nasce la passione per la politica?
“La mia passione per la politica nasce prima di tutto dall’interesse per la comunità in cui vivo e lavoro – spiega Calabrò -. Per me la politica è ascolto, presenza, responsabilità e capacità di provare a dare risposte concrete ai problemi delle persone. Il mio percorso professionale mi ha abituato ogni giorno al confronto, alla gestione delle responsabilità, all’organizzazione e alla ricerca di soluzioni. Credo che questi siano elementi fondamentali anche nella buona amministrazione. In realtà, il mio impegno pubblico nasce anche prima dell’esperienza amministrativa. Da oltre dieci anni mi sono dedicato alla politica della mia professione, ricoprendo ruoli di rilievo nazionale nel mondo scientifico e associativo dell’ortodonzia. Questo mi ha permesso di maturare esperienza nella rappresentanza, nella mediazione e nella costruzione di progetti condivisi. Oggi vivo questo incarico come una naturale evoluzione di un percorso di servizio: cambia il contesto, ma resta lo stesso spirito, cioè mettere competenze, tempo e responsabilità al servizio di una comunità”.

Perché la Lega?
“La mia estrazione culturale e politica è sempre stata di centrodestra – spiega il neo vicesindaco -. Nella Lega ho trovato una casa politica coerente con il mio modo di vedere l’amministrazione: attenzione al territorio, concretezza, vicinanza ai cittadini e capacità di ascoltare le esigenze reali delle comunità locali. Mi riconosco in una politica che parte dal basso, dai Comuni, dalle famiglie, dalle imprese, dai commercianti, dalle associazioni e dal mondo produttivo. In questo percorso ha contato anche il rapporto con persone che stimo molto, come Elena Lucchini e Giovanni Palli, di cui apprezzo il modo serio, concreto e responsabile di fare politica. Per me rappresentano esempi di una politica radicata, presente e capace di lavorare con serietà per il territorio”.

Un professionista con la voglia di politica?
“Sì – risponde Calabrò -, e credo che oggi ci sia bisogno anche di questo: persone che arrivano dalla società civile, dal lavoro, dalle professioni, e che decidono di mettersi a disposizione. La mia professione mi ha insegnato metodo, organizzazione, ascolto, attenzione al risultato e capacità di assumermi responsabilità. Sono aspetti che considero fondamentali anche nell’amministrazione pubblica. Non vedo la politica come una carriera, ma come un servizio. Essere un professionista mi permette di portare un punto di vista concreto, legato al mondo reale, alle difficoltà quotidiane di chi lavora, investe, crea valore e vive la città ogni giorno.
In questi anni, inoltre, attraverso i ruoli nazionali ricoperti nel mondo associativo e scientifico della mia professione, ho imparato quanto siano importanti il dialogo, la programmazione, la capacità di rappresentare una categoria e di costruire percorsi condivisi. Sono esperienze che oggi porto anche nel mio impegno amministrativo”.

Quale sarà il suo impegno per la città?
Michele Calabrò risponde schietto: “Il mio impegno sarà quello di lavorare con serietà, presenza e spirito di squadra, al fianco del Sindaco, della Giunta e dell’intera maggioranza. Voghera ha grandi potenzialità: una posizione strategica, una storia importante, un tessuto commerciale e produttivo da valorizzare, associazioni vive e tante energie positive che spesso devono solo essere messe in rete. Vorrei contribuire a rendere Voghera una città più attrattiva, più dinamica, più ordinata e più vicina ai cittadini. Penso allo sviluppo economico, al rilancio del commercio, alla valorizzazione dello sport, al rapporto con le imprese, alla rigenerazione degli spazi e al rafforzamento del senso di comunità. L’obiettivo è lavorare su cose concrete, misurabili e utili alla vita quotidiana delle persone. Meno proclami e più lavoro, meno contrapposizioni e più capacità di costruire”.

Tra i vari assessorati che le sono stati affidati c’è anche quello dello sport. Un assessorato delicato anche in considerazione del momento difficile che sta vivendo la squadra di calcio della Voghe. Ha già in mente qualcosa per rilanciare la squadra e la società?
“Lo sport è un assessorato molto importante – dice Calabrò -, perché non riguarda solo i risultati agonistici o le singole società sportive. Lo sport riguarda i giovani, le famiglie, l’educazione, la salute, l’inclusione e l’identità stessa di una comunità.
Per quanto riguarda la Voghe, parliamo evidentemente di una realtà che ha un valore storico e simbolico per la città. Proprio per questo credo che il tema vada affrontato con equilibrio, rispetto dei ruoli e senso di responsabilità. Il Comune non può e non deve sostituirsi alla società o alla dirigenza, ma può certamente favorire il dialogo, creare condizioni positive, sostenere una visione più ampia dello sport cittadino e aiutare a costruire una rete tra istituzioni, realtà sportive, mondo imprenditoriale e territorio.
Credo che un vero rilancio passi da alcuni punti fondamentali: programmazione, settore giovanile, impianti, credibilità, partecipazione della città e capacità di coinvolgere energie nuove. Voghera deve tornare a sentire lo sport come patrimonio comune, non solo come risultato della domenica. Da parte mia ci sarà massima disponibilità all’ascolto e al confronto con tutte le realtà sportive cittadine, perché lo sport può diventare uno degli strumenti più importanti per rafforzare il senso di appartenenza alla nostra comunità”.

C’è qualcosa che le piacerebbe fare o realizzare in questi cinque anni di mandato?
“Mi piacerebbe contribuire a lasciare una Voghera più viva, più attrattiva e più orgogliosa di sé – conclude Calabrò -. Vorrei lavorare perché la città diventi un luogo in cui sia più facile aprire un’attività, investire, fare sport, creare eventi, coinvolgere i giovani e valorizzare le tante competenze presenti sul territorio. Un obiettivo a cui tengo molto è rafforzare il legame tra amministrazione, imprese, professionisti, associazioni e cittadini. Nessuna amministrazione può cambiare una città da sola: serve una comunità che si riconosca in un progetto. Se al termine del mandato avremo contribuito a rendere Voghera più dinamica, più ordinata, più partecipata e più capace di generare opportunità, credo che avremo fatto un buon lavoro. Il mio impegno sarà questo: lavorare con serietà, senza proclami inutili, ma con la determinazione di chi crede che Voghera abbia ancora molto da esprimere. La città ha bisogno di fiducia, concretezza e visione. Io sono pronto a fare la mia parte”.

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