VOGHERA Il Teatro Valentino Garavani ha accolto ieri una delegazione d’eccezione arrivata dalla Francia, protagonista di un tour dedicato alla scoperta dell’Oltrepò Pavese, terra di vini, cultura e tradizioni. A varcare le porte del teatro è stata la Confrérie des Bienheureux du Frankstein, prestigiosa confraternita enologica alsaziana che riunisce alcuni tra i più importanti produttori e professionisti del settore vitivinicolo a livello internazionale.
L’accoglienza riservata alla comitiva è stata improntata alla cordialità e alla valorizzazione del patrimonio locale. Oltre alle informazioni sulla città, gli ospiti hanno potuto usufruire di una guida digitale in lingua francese dedicata al teatro, strumento che ha contribuito a rendere ancora più coinvolgente la visita. Il Teatro Valentino Garavani si conferma così un punto di riferimento culturale capace di affascinare visitatori provenienti da tutta Europa, lasciando nei presenti un’impressione di autentico stupore.
Determinante per la riuscita dell’incontro è stata la collaborazione dell’assessorato ai progetti europei del comune e il contributo dell’avvocato Roberto Longo, che ha svolto un ruolo di collegamento tra le istituzioni locali e la delegazione francese.
La Confrérie des Bienheureux du Frankstein affonda le proprie radici nel 1990, quando nacque per iniziativa del comitato del sindacato viticolo e di alcune figure di spicco del mondo del vino con l’obiettivo di promuovere i vini di Dambach-la-Ville, in particolare il rinomato Grand Cru Frankstein. Questo vino, tra i più prestigiosi dell’Alsazia, trae la propria identità da un suolo prevalentemente granitico che ne caratterizza in modo unico le qualità organolettiche.
Anche l’aspetto simbolico e tradizionale riveste un ruolo centrale nella confraternita. L’uniforme ufficiale, composta da giacca bordeaux, grembiule da bottaio e berretto nero, richiama la storica tradizione della lavorazione delle botti tipica della città alsaziana. Sul gonfalone campeggia l’orso, emblema storico di Dambach-la-Ville, a testimonianza di un forte legame tra identità territoriale e cultura del vino.
La visita a Voghera si inserisce dunque in un più ampio percorso di scambio culturale e valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche europee, rafforzando il dialogo tra territori accomunati dalla passione per il vino e per la propria storia.