PAVIA Si è conclusa l’edizione 2026 dell’assemblea annuale di Confagricoltura Pavia, dedicata al tema “Pac e imprese, tra territorio ed Europa”, un momento di confronto che ha riunito istituzioni, rappresentanti politici e protagonisti del mondo agricolo per riflettere sulle prospettive del comparto.
Ad aprire i lavori è stata la presidente Marta Sempio, che nella sua relazione ha tracciato un quadro articolato delle principali sfide che oggi interessano l’agricoltura pavese. Al centro del suo intervento il tema del reddito delle imprese, insieme alla necessità di rafforzare la competitività in un contesto sempre più complesso, caratterizzato da regole non sempre uniformi a livello europeo. Sempio ha inoltre richiamato l’attenzione sulla tutela del suolo, sulla transizione energetica e sulle incognite legate alla nuova Politica agricola comune.
Il confronto è poi entrato nel vivo con l’intervista condotta da Giovanni Bedeschi al vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio e al vicepresidente della Provincia di Pavia Serafino Carnia, che hanno offerto un punto di vista istituzionale sulle dinamiche nazionali ed europee che influenzano il settore primario.
A seguire, la tavola rotonda ha ampliato ulteriormente il dibattito coinvolgendo, oltre alla stessa Sempio, Cristina Tinelli, Pierfrancesco Maran e Carlo Fidanza, con la moderazione di Bedeschi. Un confronto che ha messo in evidenza la necessità di un dialogo costante tra territori e istituzioni europee, in un momento in cui le decisioni comunitarie incidono in modo sempre più diretto sulla sostenibilità economica delle imprese agricole.
A chiudere l’assemblea è stato il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che ha ribadito con forza alcuni punti chiave: garantire reddito alle imprese, costruire una Pac realmente equa e condivisa, assicurare regole uguali per tutti e dotare il settore di strumenti adeguati a rafforzare competitività, filiere e aree interne.
Dall’incontro è emersa con chiarezza la centralità dell’agricoltura non solo come comparto economico, ma come elemento strategico per lo sviluppo del territorio e dell’intero Paese, in equilibrio tra identità locale e dimensione europea.