Coldiretti Pavia mobilita i Comuni: una delibera contro gli inganni sull’origine dei prodotti

PAVIA Coldiretti Pavia lancia una nuova iniziativa a difesa del Made in Italy agroalimentare e chiama a raccolta tutti i 185 sindaci della provincia. L’obiettivo è sostenere la proposta di riforma del Codice doganale europeo e contrastare gli inganni sull’origine dei prodotti alimentari, garantendo maggiore trasparenza ai consumatori e una tutela concreta del reddito degli agricoltori.

L’iniziativa è stata presentata al Palazzo Coldiretti di Pavia nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il presidente di Coldiretti Pavia Silvia Garavaglia e il direttore Antonio Tessari, insieme al presidente della Provincia di Pavia Giovanni Palli, al vicesindaco di Pavia Alice Moggi, al sindaco di Vigevano Andrea Ceffa e all’assessore alle Attività produttive del Comune di Voghera Maria Cristina Malvicini. Tutti i rappresentanti istituzionali intervenuti hanno espresso pieno sostegno alla proposta e si sono impegnati a portare nei rispettivi Consigli comunali una delibera predisposta da Coldiretti.

Da sempre l’organizzazione agricola è in prima linea contro le pratiche che falsano l’origine dei prodotti, penalizzando agricoltori, cittadini e l’intero sistema agroalimentare nazionale. Nel mirino c’è l’attuale normativa europea contenuta nel regolamento UE 952/2013, il Codice doganale europeo, che attribuisce l’origine di un prodotto al Paese dell’ultima lavorazione sostanziale. Un criterio che, applicato al settore agroalimentare, genera distorsioni e ambiguità.

Secondo Coldiretti, questa regola consente di etichettare come italiani prodotti che in realtà provengono dall’estero e arrivano nel nostro Paese solo per una fase finale di trasformazione. Un caso emblematico è quello del concentrato di pomodoro importato dalla Cina e lavorato in Italia al solo scopo di ottenere un’etichetta italiana, pur partendo da materie prime di origine e qualità diverse.

La battaglia sull’origine dei prodotti è stata portata recentemente anche a Bruxelles e a Strasburgo, con manifestazioni per chiedere reciprocità reale, regole chiare e maggiore attenzione nei trattati internazionali, a partire dal Mercosur. Per Coldiretti non si tratta di una rivendicazione di categoria, ma di una questione di giustizia e trasparenza. Le importazioni di cibi che non rispettano gli standard europei, infatti, mettono a rischio la salute dei cittadini e la sostenibilità economica delle aziende agricole italiane.
Per questo Coldiretti chiede che i prodotti agricoli e alimentari vengano esclusi dall’ambito di applicazione del Codice doganale europeo e che l’origine del cibo venga determinata unicamente in base al luogo di provenienza delle materie prime. Il coinvolgimento dei Comuni, della Provincia e delle altre istituzioni territoriali viene considerato strategico per rafforzare la richiesta di modifica della normativa a livello europeo.

Con l’invio della proposta di delibera a tutti i 185 Comuni della provincia di Pavia, Coldiretti punta a costruire un’azione politica condivisa, anche attraverso l’ANCI, per dare maggiore forza alla difesa del patrimonio agroalimentare italiano e garantire ai consumatori informazioni chiare e corrette sull’origine dei cibi che arrivano sulle loro tavole.

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