VOGHERA Una domenica di fine ottobre, l’oratorio San Giovanni Bosco di Voghera si è trasformato in un luogo dove la solidarietà ha preso forma tra piatti d’autore, fiori e sorrisi condivisi. L’occasione è stata il “Pranzo del Cuore”, un’iniziativa promossa dall’Associazione Cena dei Portici in Duomo ODV, in collaborazione con il Vicariato di Voghera e la Caritas diocesana di Tortona.
Un centinaio di persone, tra ospiti seguiti dai servizi Caritas, operatori ed educatori, si sono seduti fianco a fianco per vivere un momento di convivialità autentica, in un clima di rispetto e accoglienza che ha restituito a molti il sapore della domenica in famiglia. L’evento, curato nei minimi dettagli, ha avuto come protagonista lo chef Walter Della Pozza, autore di un menù che ha unito tradizione e creatività: vellutate e tortini di verdure e formaggi d’alpeggio, un risotto “alla milanese” reinterpretato con ragù d’ossobuco e fonduta di pannerone, filetto di vitello in crosta di nocciole e, per chiudere, una torta di mele renette con crema inglese.
A rendere ancora più speciale l’atmosfera, la scenografia floreale firmata da alcune fiorerie locali – Il Fiore Voghera, La Fioreria, La Primavera di Barbara Allegrini e Come Nelle Favole di Casteggio – che hanno trasformato la sala in un piccolo giardino d’autunno. Il servizio in cucina e in sala è stato curato dai ragazzi di ENAIP Voghera, che hanno unito professionalità e entusiasmo, contribuendo con il loro impegno a rendere perfetta la giornata.
“Il nostro obiettivo è offrire momenti di bellezza e dignità a chi attraversa situazioni difficili – ha spiegato il presidente dell’associazione, Alessandro Menini –. La Cena dei Portici è nata per dimostrare che la solidarietà può essere anche un modo semplice e autentico di stare insieme.”
Le parole più toccanti, però, sono arrivate dagli ospiti: “Ci avete regalato la possibilità di trascorrere una giornata diversa dal solito, una giornata speciale.” Una frase che racchiude il senso profondo del progetto, capace di spezzare la solitudine quotidiana e restituire il calore della condivisione.
Il “Pranzo del Cuore” è stato più di un evento benefico: è diventato un simbolo di comunità, un gesto che unisce cibo e cura, nutrimento e relazione. Un esperimento riuscito che molti sperano possa trasformarsi in una tradizione, un appuntamento fisso in cui la città si ritrova intorno alla stessa tavola per riscoprire la bellezza dell’essere insieme.