Scatta la raccolta del riso in provincia di Pavia, tra ottimi raccolti e timori per le importazioni

PAVIA È iniziata la raccolta del riso in provincia di Pavia, la più grande area risicola d’Europa con circa 80 mila ettari coltivati. A darne notizia è Coldiretti Pavia, che segnala l’entrata in azione delle prime mietitrebbie nei campi della Lomellina e del Pavese. Le condizioni climatiche dell’annata sono state in generale favorevoli, senza episodi gravi di siccità. Tuttavia, nelle ultime settimane alcuni sbalzi termici tra il giorno e la notte potrebbero aver influito sulla maturazione delle piante. Sarà necessario attendere le fasi di essicazione e pilatura per avere dati più precisi sulle rese finali.

Tra le varietà già pronte alla raccolta ci sono quelle più precoci, ma grande attesa è riservata al Carnaroli Classico, che nel 2025 festeggia 80 anni. Fu infatti nel 1945 che il “re dei risi e dei risotti” venne coltivato per la prima volta, diventando simbolo dell’eccellenza agricola pavese. Per celebrare l’anniversario, Coldiretti Pavia ha organizzato una serie di iniziative, tra cui la campagna “Agriturismi Terranostra per il Carnaroli Pavese”. I consumatori possono collezionare uno speciale bollino in ogni agriturismo aderente, da incollare sul “Passaporto del riso Carnaroli”. Una volta raccolti dieci bollini diversi, sarà possibile ricevere in omaggio un chilo di Carnaroli nei Mercati di Campagna Amica di Pavia. Le prossime date dell’iniziativa sono disponibili sul sito ufficiale di Terranostra Lombardia.

Ma accanto all’entusiasmo per la nuova campagna e alle celebrazioni del Carnaroli, non mancano le preoccupazioni per il futuro della risicoltura italiana. A pesare sono soprattutto i costi di produzione e la concorrenza delle importazioni. Fertilizzanti, energia e mezzi tecnici hanno subito aumenti a doppia cifra negli ultimi anni, alimentati da guerre e tensioni internazionali, mantenendosi ben al di sopra dei livelli pre-Covid e pre-conflitto in Ucraina.

Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dagli accordi commerciali che facilitano l’ingresso di riso straniero nel mercato europeo. Coldiretti lancia l’allarme sull’intesa Ue-Mercosur, che prevede l’importazione a dazio zero di fino a 60 milioni di chili di riso, proveniente in gran parte dal Brasile, oggi primo produttore extra-asiatico a livello globale. «Si tratta di un vero e proprio dumping ai danni dei produttori di riso italiano – sottolinea Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia – considerato che nelle risaie asiatiche si utilizzano pesticidi banditi da decenni nella Ue oltre ai dubbi sullo sfruttamento del lavoro, a partire da quello minorile. Ciò ha causato squilibri nei prezzi riconosciuti ai risicoltori italiani e ridotto la competitività della filiera tricolore. Una situazione che rischia ora di ripetersi con il Mercosur e anche con l’India, uno dei più grandi produttori di riso del mondo».

Secondo Coldiretti, già oggi il 60% del riso importato in Italia gode di tariffe agevolate. Dal 2009, le importazioni dai Paesi meno sviluppati sono passate da 9 a quasi 500 milioni di chili, grazie all’iniziativa Eba, con effetti pesanti sul mercato nazionale. Il fenomeno, spiegano, è aggravato dalla mancanza di reciprocità normativa: i produttori esteri possono utilizzare fitofarmaci vietati in Europa e godere di costi di produzione molto più bassi.

«Serve l’applicazione di una clausola di salvaguardia automatica – conclude Garavaglia – che scatti al superamento di una certa soglia percentuale di importazioni rispetto all’anno precedente. Ed è necessario anche garantire la reciprocità delle regole, per assicurare che il riso importato rispetti le stesse regole imposte alle produzioni comunitarie».

La nuova campagna del riso in provincia di Pavia si apre dunque tra ottimi presupposti produttivi e le incognite di un mercato globale che penalizza chi coltiva secondo regole e standard più elevati.

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