PAVIA “Quello raggiunto oggi è un primo, grande risultato, frutto di un lavoro avviato da tempo e portato avanti con determinazione e visione condivisa. – Afferma l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini – Regione Lombardia ha approvato un importante piano di programmazione per l’edilizia sanitaria, che destina alla provincia di Pavia risorse per 690 milioni di euro. Un investimento straordinario che prevede 200 milioni per la riqualificazione dell’Ospedale di Vigevano e 490 milioni per la realizzazione del nuovo Policlinico San Matteo di Pavia, in continuità con il finanziamento regionale già stanziato per il presidio ospedaliero di Voghera, per il quale l’iter amministrativo sta procedendo con grande rapidità verso la concreta attuazione degli interventi”.
“Si tratta dell’intervento più significativo programmato a livello regionale, un segnale concreto di attenzione verso il nostro territorio e verso le sue comunità. – Continua Elena Lucchini – È un percorso costruito grazie alla collaborazione con i consiglieri regionali e con i sindaci del territorio, che hanno saputo rappresentare al meglio le esigenze locali, contribuendo a definire obiettivi chiari e condivisi. Trattandosi di una delibera di programmazione, sarà ora necessario proseguire con gli atti legati allo stanziamento delle risorse nazionali, ma la traiettoria è tracciata e l’obiettivo è ben definito”.
“Si parte da strutture che necessitano di essere completamente riqualificate: è una sfida ambiziosa, ma indispensabile per garantire presìdi moderni, funzionali ed efficienti, capaci di rispondere in modo adeguato ai bisogni di salute dei cittadini. – Conclude Elena Lucchini – Un ringraziamento particolare va all’Assessore al Welfare Guido Bertolaso, che ha sostenuto e condiviso fin dall’inizio questo progetto, ad ASST, ATS, al Policlinico San Matteo, ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario. Perché è vero che l’edilizia sanitaria è fondamentale, ma senza la professionalità e la dedizione di chi ogni giorno si prende cura delle persone, non sarebbe possibile garantire un servizio di qualità, attento e vicino alle famiglie”.