Romagnese punta sulla sicurezza del territorio e investe nella scuola

ROMAGNESE Il Comune di Romagnese si è attivato nei mesi scorsi su più fronti relativi al dissesto idrogeologico e alla valorizzazione delle proprie strutture. In particolare, il Comune ha presentato domanda al Ministero per tre linee diverse di finanziamento relative a progettazioni esecutive: servono almeno 600mila euro.

La prima riguarda un progetto relativo a opere contro il dissesto idrogeologico dei versanti dell’Oltretidone, una sorta di continuazione del progetto del 2021 che aveva permesso al Comune oltremontano di ricevere circa 1 milione di euro al fine di prevenire i dissesti. La seconda riguarda sempre opere di dissesto e consolidamento, ma questa volta nel capoluogo. La terza, infine, è rivolta alla riqualificazione sismica, strutturale ed energetica della scuola primaria di Romagnese.

Tre diverse linee che dimostrano chiaramente la direzione intrapresa dall’amministrazione guidata dal sindaco Manuel Achille: la ricerca costante di fondi a ogni livello per salvaguardare il patrimonio pubblico.

“Siamo in attesa dell’esito delle tre linee di finanziamento di progettazioni presentate al Ministero – sottolinea il sindaco Manuel Achille – misure che confermano la nostra volontà di intervenire pesantemente su un territorio che, a causa di diversi fattori, è sempre più fragile. Il cambiamento climatico e la massiccia riduzione rispetto al passato degli operatori del settore primario hanno peggiorato le condizioni territoriali del nostro Oltrepò montano, il che rende necessario impegnarsi con forza per reperire i fondi indispensabili alla salvaguardia del nostro territorio. È per questo che, oltre alle richieste già inoltrate, siamo in costante contatto con Regione Lombardia per affrontare le situazioni più critiche”.

Un focus poi sul ponte di Vallerina, chiuso da alcuni anni in quanto pericolante. “Nel giro di qualche settimana dovremmo avere in mano il progetto esecutivo – dice Achille – che ci permetterà di andare in gara per i lavori attraverso la centrale unica di committenza. Abbiamo la fine lavori prevista dal cronoprogramma di Regione Lombardia per l’estate del 2026. Purtroppo i tempi nel nostro Paese per la burocrazia sono infiniti, ma l’importante è dotare la popolazione di un ponte strutturato e resistente per gli anni a venire”.

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