Lavanda, Zafferano, Bacche di Goji e Tartufaie, come cambia il paesaggio agricolo dell’Oltrepo’ Pavese

Molti imprenditori agricoli e aspiranti tali si domandano quali siano le coltivazioni redditizie in Italia e all’estero. In generale, una coltivazione è redditizia quando la differenza tra costi di produzione e prezzo di vendita è ampia. In tutta Italia e anche in Oltrepò Pavese per resistere alcuni agricoltori hanno deciso di diversificare la produzione coltivando nuove colture. Lavanda, bacche di Goji piante officinali, zafferano, tartufaie e frutti particolari rappresentano una nuovo opportunità per raggiungere nuovi mercati. A Mornico Losana, Cesare Malerba, dopo aver lavorato per anni nelle farmaceutiche ha deciso di aprire un’azienda agricola incentrata sulla coltivazione di Zafferano. Ora è diventato tra i primi produttori in Lombardia di questa coltura che richiede un grande sacrificio. L’obiettivo di Malerba è stato quello trasferire nella sua attività il concetto di “Agricoltura Sostenibile” che, a suo avviso, ben si sposa con un tipo di coltura di nicchia, a basso impiego di meccanizzazione intensiva ed esasperata. Infatti in un metro quadrato impianta dai 60 agli 80 bulbi che in tre anni, raddoppiano per poi essere espiantati.

Nella Fattoria La Robinia si produce solo Zafferano puro in pistilli essiccati naturalmente che viene poi macinato alla presenza dell’acquirente. Tutta la filiera produttiva, di raccolta, di essicazione e di stoccaggio richiede una grande manualità, pari a circa il 70% del lavoro, rispettando l’ambiente, senza prodotti fitosanitari e con l’utilizzo, a scopo irriguo, di acqua solforosa spontaneamente sorgiva, presente in azienda. A Borgoratto Mormorolo la vogherese Elena Vicentini, dopo aver lavorato nella ristorazione a Londra e gestito un pub a Cremona ha sentito il bisogno di tornare alle origini, in un luogo immerso nella natura incontaminata. Per questo motivo, nel 2009 insieme ai suoi genitori ora in pensione, ha voluto riprendere in mano la centenaria azienda agricola dei nonni denominata Impoggio che si trova a Borgoratto Mormorolo sulla strada provinciale che porta alla località di Costa Cavalieri nel comune di Fortunago. Un’azienda “bio” di 10 ettari dove si produce miele e si coltivano vigneti, more ma soprattutto Lavanda. Infatti, il colore blu di questa pianta medievale coltivata in Francia predomina all’intero di una tenuta che si sviluppa su terreni pendenti e argillosi. Nei comune dell’Alta Valle Staffora alcuni imprenditori agricoli hanno putato sulle tartufaie che danno un buon reddito. Tartufaie che si possono trovare nei comuni di Varzi, Menconico, Ponte Nizza, Bagnaria, Brallo di Pregola, Val di Nizza e Romagnese.

Un’altra coltura che sta prendendo piede sono le bacche di Goji. Si tratta di un frutto preveniente dal Tibet e il suo utilizzo in oriente si perde nella notte dei tempi. Conosciuto come il frutto della longevità ha il pregio di contenere una forte quantità nutriente e antiossidante. Per la coltivazione richiede terreni ben drenati e possibilmente acidi. Coltivarne 1 ettaro, che produce circa 7.500 kg di prodotto finito, costa circa 26 mila euro il primo anno, fino ad arrivare a 7.000 negli anni di produzione a regime. La rendita però è molto alta, visto che si sta parlando di un prodotto che ha una forte domanda nel mercato italiano, nel campo medico e para medico. Il frutto ( che viene consumato secco) venduto fresco oscilla dai 40 euro ai 80 euro al kg. Altre colture che stanno prendendo piede sono la quinoa, la canapa, l’aloe vera e il coriandolo da seme. Secondo gli esperti del settore agricolo il segreto per affermarsi sul mercato è quello di specializzarsi in una particolare nicchia di mercato unica e irripetibile considerando che il territorio italiano è unico nel suo genere e ambito in tutto il mondo.

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